Mondo asincrono di Gianluca Braguzzi

Spesso negli ultimi giorni ci siamo soffermati sulle criticità dell’area UE dominata da una Germania sempre più ingorda. E’ opportuno precisare che non tutto il mondo…è paese. Intendo dire che se i paesi schiavizzati dalla politica tedesca (vedasi Italia, Grecia ecc) sono sempre più in difficoltà dobbiamo essere altrettanto consapevoli che la crisi, di cui tanto si parla NON è più globale.
Per dire, stamani in Nuova Zelanda, per l’ennesima volta, il PIL ha battuto le attese uscendo a +2.8% contro attese a +2.6%.
In Australia, ancora una volta, l’ occupazione è CRESCIUTA più delle attese.
Insomma togliamoci dalla testa l’idea che la crisi è globale. Grazie all’UE e grazie ai nostri politici conniventi, il nostro paese ha perso un autobus di ripresa su quale era evidentemente possibile salire a bordo. 
In Gran Bretagna ulteriore raffica di dati positivi (ma a questo punto visti i sondaggi pro Brexit già noti da tempo, sono sicuri  i lorSignori facitori di dati, che questi dati “spaziali” non favoriscano ulteriormente il sì?) con le vendite al dettaglio in volo oltre le attese e in tutte le declinazioni in cui il dato viene pubblicato.
In sostanza , guarda caso, i paesi in trend di crescita hanno un elemento comune: il mantenimento della sovranità in particolare monetaria…

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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