Molti collezionisti pagherebbero fior di quattrini pur di ottenere questa rarissima moneta che vale più dell’oro

monete

Ci sono tantissime persone che, nel corso degli anni, hanno conservato gelosamente le care monete del vecchio conio. C’è chi addirittura possiede esemplari molto datati ed ora potrebbe avere in mano anche un’enorme fortuna.
Tuttavia, esistono delle monete talmente rare che sarebbero quasi impossibili da trovare nei vecchi cassetti, o nelle soffitte delle case dei nonni.

Tra queste, rientrano ad esempio le cosiddette monete di “prova”, ossia sperimentali, appositamente coniate per testare diversi aspetti, come quello tecnico o artistico.
Solitamente si riconoscono perché in una delle due facce è presente la lettera “P” o, appunto, la parola “PROVA”. Data la loro unicità, questi esemplari, a dir poco preziosissimi, sono molto ricercati da numismatici e collezionisti.
Un esempio molto indicativo potrebbe essere questa moneta da 100 lire del 1923, coniata per celebrare l’anniversario della “Marcia su Roma”. In questo articolo, vedremo un altro esemplare davvero molto particolare e che potrebbe valere tantissimo, nonostante sia costituito da materiali non pregiati.

Molti collezionisti pagherebbero fior di quattrini pur di ottenere questa rarissima moneta che vale più dell’oro

Un’altra moneta molto ambita dagli appassionati di numismatica è sicuramente quella da 5 lire del 1926. Si tratta di un esemplare in Nichel, con un diametro di 35 mm ed un peso di circa 14 g.
Sul dritto abbiamo la testa nuda del Re, rivolta verso sinistra, e contornata dalle scritte “VITTORIO EMANUELE III RE D’ITALIA”. Sul verso, invece, abbiamo al centro un’aquila, con le ali spiegate, che stringe fra gli artigli un fascio littorio. Sulla sinistra troviamo l’anno di coniazione “1926” e la lettera “R” simbolo della Zecca. In basso, infine, troviamo il valore nominale della moneta “L.5”, fiancheggiato dalla scritta “1A PROVA TECNICA FUORI VIROLA”.
In un’altra versione, invece, vi è la dicitura “2A PROVA TECNICA” con una serie di puntini in rilievo.
Comunque, si possono trovare anche altri esemplari, con minime differenze nel peso e nel diametro.

Di questa moneta non si conoscono dati certi riguardo i reali pezzi coniati. Ciò che possiamo intuire è che siano veramente pochi, ed infatti molti collezionisti pagherebbero fior di quattrini pur di averne uno. In alcune aste, avvenute negli anni scorsi, queste monete da 5 lire hanno raggiunto valori davvero molto interessanti. Il range di prezzo comunque va dai 3.000 euro ad oltre 8.000, per gli esemplari in Fior Di Conio.

Consigliati per te