Moda, ecco perché conviene quotarsi in Borsa

C’è sempre stata una ritrosia a far quotare le società di moda sui mercati azionari. Ma ora a conti fatti conviene. Lo si apprende da un report stilato da Mediobanca che mette sotto la lente di ingrandimento il sistema moda. Sono state analizzate 173 società e di queste solo 15 sono presenti sui listini dei mercati azionari. Proprio queste società quotate in Borsa  determinano il 29% del fatturato aggregato hanno un ebit margin doppio rispetto alle altre società. Questo fa tirare le somme: la partecipazione sui listini dei mercati azionari dà un grande impulso sia in termini di redditività sia di proiezione internazionale. I maggiori benefici provengono dall’estero: oltre il 70% del fatturato proviene da vendite fuori dal Belpaese.

Perché la moda italiana piace agli investitori stranieri

Negli ultimi anni c’è stato un proliferarsi di investitori stranieri che si sono accaparrati grandi brand italiani, Sulle 173 aziende monitorate, ben 70 sono nelle mani di gruppi stranieri con predominanza francese, fra cui Lvmh e Kering.

L’ingresso di mentalità manageriale estera ha garantito rispetto a quella locale una crescita di quasi quattro volte superiore rispetto a quelle a controllo italiano. Ma bisogna spezzare una lancia a favore delle società a controllo italiano: performano meglio per quel che riguarda la redditività grazie ad una maggiore incisività sul mercato estero.

Bassi debiti e grande liquidità

In base allo studio di Mediobanca (MIL:MB) il settore moda mostra aspetti solidi: bassa incidenza del debito finanziario sul capitale netto e forte liquidità, con il rapporto tra disponibilità e debiti finanziari al 79,4%.

Quanto si fattura

Il giro di affari vede Lvmh (46,8 miliardi) primeggiare. Seguono distanziati Inditex che controlla Zara, (26,1 miliardi), la tedesca Adidas (21,9 miliardi), la svedese H&M (20,5 miliardi) e proprio EssilorLuxottica (16,2 miliardi). Prima tra gli italiani Prada (3,1 miliardi), al 14esimo posto in classifica.

Come sarà il futuro

Entro il 2021 il giro d’affari della moda italiana, simbolo di  qualità, autenticità e affidabilità,  continuerà a crescere fino a raggiungere quota 80 miliardi. A giocare un ruolo primario la visibilità e la reputazione online.

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