Metti in tasca una castagna matta e preparati all’arrivo della fortuna

L’autunno è anche il periodo delle castagne. Così piacevoli da mangiare arrostite, ma anche in piatti tipici, anche se ormai quasi scomparsi, come il castagnaccio. Una volta le castagne, in tempi di povertà, erano considerate il cibo dei poveri. Soprattutto quelle cosiddette “matte”. Queste erano infatti alla mercé di chiunque volesse raccoglierle. In realtà queste ultime sono delle false castagne perchè pur essendo simili, sono lucide e tonde ma sono il frutto dell’ippocastano. A differenza delle castagne vere e proprie non sono commestibili.

E nasce proprio da qui la leggenda, ma comunque legata alla tradizione popolare, che portare sempre in tasca una castagna sia di buon auspicio. Metti in tasca una castagna matta e preparati all’arrivo della fortuna, come spiegano in questo articolo i nostri Esperti.

Come miele e limone

La castagna nella tradizione storica contadina appartiene, come il miele, il limone, la mela e l’aceto, a quel gruppo di alimenti così semplici e comuni, ma anche altrettanto benefici. Addirittura, in molte zone di montagna, là dove crescono e prosperano i castagni, Il tradizionale detto “una mela al giorno leva il medico di torno”, è sostituito dalla castagna. Questo perché la farina di castagne, ovvero la loro tritatura, veniva utilizzata per curare influenza e raffreddore.

Merito della sostanza miracolosa

In quei tempi i nostri antenati non lo sapevano, ma le virtù terapeutiche della castagna erano dovute a quella che definivano sostanza miracolosa: l’escina. Questa si è rivelata poi di un antiinfiammatorio talmente potente, da essere utilizzato oggi anche in medicina. La sua forza è quella di aumentare la circolazione e migliorare il drenaggio, così da spazzar via velocemente dal sangue tossine e batteri. Pensate che con la escina le aziende farmaceutiche preparano dei prodotti per la cura di emorroidi, vene varicose e cellulite. Dunque metti in tasca una castagna matta e preparati all’arrivo della fortuna, ma non solo.

Passo breve

E come accadeva nei tempi in cui non esisteva l’informazione moderna, la tradizione di famiglia, il passaparola popolare e le voci che si rincorrevano di villaggio in villaggio, trasformarono la castagna in un frutto fortunato. Di lì a pensare, vedendo le sue qualità miracolose, che bastasse portarla in tasca, fu un attimo. Studi archeologici recenti hanno però dimostrato che le castagne avevano scopo terapeutico migliaia di anni fa tra le popolazioni dell’Asia Minore.

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