Messaggio INPS n.217 proroga termini per andare in pensione a 58 e 59 anni con Opzione donna, ma conviene?

La Redazione che più volte ha affrontato il tema Opzione donna, quest’oggi illustra la proroga dei termini per andare in pensione anticipatamente. Il messaggio INPS n.217, proroga termini per andare in pensione a 58 e 59 anni con Opzione donna, ma conviene?

Opzione donna è un trattamento pensionistico per le lavoratrici per andare in pensione prima, a condizione di optare per un assegno calcolato col metodo contributivo. L’INPS specifica che l’importante è aver maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2020, infatti la lavoratrice accederà al trattamento pensionistico alla decorrenza che riterrà utile.

Anche nel 2021 si distingue tra AGO e forme esclusive della stessa

Quindi, ai sensi della Legge di Bilancio 2021, si individuano le seguenti decorrenze a seconda delle forme assicurative:

  1. Assicurazione generale obbligatoria e forme sostitutive per le lavoratrici dipendenti e autonome. Sono in genere dipendenti del settore privato e professioniste senza cassa. La decorrenza della pensione sarà successiva al primo febbraio 2021.
  2. Forme esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria dedicata alla generalità delle amministrazioni statali, enti locali, sanità ecc. Ebbene per le lavoratrici dipendenti che aderiscono la decorrenza sarà successiva al 2 gennaio 2021.

Pertanto anche nel 2021, compilando nelle medesime maniere la modulistica aggiornata, si potrà, con 35 anni di contributi, accedere alla pensione. L’accesso sarà con età anticipata rispetto agli standard, ovvero 58 anni se dipendenti, 59 anni se autonome.

Messaggio INPS n.217 proroga termini per andare in pensione a 58 e 59 anni con Opzione donna, ma conviene?

Nel constatare, quindi, l’assenza di modifiche legislative importanti, come valutare la convenienza? L’esperienza e il dato statistico consentono di riflettere sui veri benefici. Opzione donna per il trattamento pensionistico conviene se si ha un congruo sconto nell’età di accesso alla pensione. Ovvero a 58 anni invece che 67 anni necessari per la pensione di vecchiaia.

Oppure, si constata l’inefficacia quanti più sono gli anni di contributi successivi a 35 e quanto più si avvicinano a 41. In tale ultima situazione, un’infermiera, ad esempio, con 39 anni di contributi, potrebbe trovare conveniente attendere i famosi 41 anni e 10 mesi. Se scegliesse invece di accedere lo stesso, potrebbe essere penalizzata dal ricalcolo contributivo che porterebbe fino ad una riduzione del 30% dell’assegno pensionistico.

Care quote rosa dell’anticipo pensionistico, verificate bene prima di affacciarvi alla “finestra”.

 

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