Merkel ostinata e il fiscal compact

A quanto pare non bastano nemmeno una serie di dati macroeconomici interni a smuovere la Merkel & Co dalle proprie posizioni restrittive in termini di direttive e politica economica.

A Bruxelles, dopo la  votazione, il Fiscal Compact inserito nei trattati europei (dopo il disastro di averlo inserito nelle Costituzioni) è stato clamorosamente bocciato.

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Ma come? Buona parte delle economie europee annaspa per le scelte sin qui effettuate in ossequio al fiscal compact e ora si vuole esacerbarlo inserendolo, dopo le costituzioni anche nelle norme europee?

Evidentemente, Merkel & Co stanno dando poca importanza al rallentamento del ciclo economico  in atto che ormai riguarda anche la Germania.

Anche oggi abbiamo avuto conferma col dato sul clima sui consumatori tedeschi (che reputiamo più affidabile e meno emotivo rispetto alla fiducia) che ha segnato un 10.4 , sotto le aspettative degli analisti a 10,5 e anche rispetto  al precedente situato a 10.6.

Le recenti elezioni

Dunque una politica economica  che sta allargando la base di malcontento anche tra i tedeschi.

La Merkel ha avuto una batosta anche nelle recenti elezioni e facciamo veramente fatica a capire quali siano le reali motivazioni per continuare ad imbarcare acqua in una nave (l’Unione Europea) che sta già, sia pure lentamente, affondando.

Potremmo arrivare a pensare addirittura,  che si miri a  una crisi profonda e diffusa che riguardi tutti; situazione in cui, comunque, sono i pesci grossi, per quanto indeboliti a loro volta ma sopravvissuti a mangiarsi i più deboli, piccoli o grandi che siano.

Isomma, le aspirazioni egemoniche di Merkel & Co sono sempre state chiare.

Il Fiscal Compact (comunque presente ormai nelle legislazioni locali) imposto a paesi che erano sopravvissuti e anche bene grazie a politiche opposte, inserito nei trattai UE, voleva essere evidentemente il grimaldello con cui attaccare la sovranità di chi non lo avesse rispettato.

Cosa talmente chiara che la bocciatura è stata festeggiata anche da chi nel 2012 (senza fare nomi anche perché poi in Parlamento il voto fu quasi unanime…) propose e votò a favore dell’inserimento in Costituzione di questo fardello anti-storico.

L’indirizzo della politica economica europea

Questo voto basterà a dare un diverso indirizzo alla politica economica europea?

La nuova trasversale maggioranza che ha bocciato l’estensione del Fiscal Compact riuscirà a proporre novità ed alternative agli indirizzi economici fin qui imposti da Bruxelles?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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