Mercato toro: potrebbe vivere altri 10 anni

Wall street sale dal 2009, con poche interruzioni del mercato toro: nel 2011, 2013, 2015 e 2018. Il ribasso iniziato da Ottobre come va catalogato?

Jeffrey Vinik gestore di hedge fund non ha dubbi. Secondo lui l’attuale bull market potrebbe continuare a vivere per altri 10 anni.

Le ragioni dell’ottimismo

Il merito di una vita così lunga andrebbe alla crescita economica e alla bassa inflazione. In effetti quello che stanno vivendo i mercati è in realtà il più lungo mercato toro della storia. Ma secondo quanto dichiarato da Vinik potrebbe raddoppiare quello che, a tutti gli effetti, è già un record storico. Come giudicare allora il crollo del quarto trimestre registrato sul mercato azionario? Semplicemente una correzione.

Crescita in calo

La previsione ottimistica di Vinik arriva nonostante le recenti preoccupazioni su di una crescita statunitense (e mondiale) in fase di rallentamento. Se per molti versi la paura di una recessione è stata esorcizzata, non lo è quella di una flessione nei dati macro. A peggiorare le aspettative anche le politiche delle banche centrali. La Federal Reserve, la prima ad aver dato vita a politiche di stimolo dopo la crisi mondiale del 2008 è stata anche la prima ad attuare la sua exit strategy.

Le parole di Powell ed effetti sul mercato toro

Recentemente il governatore della Fed Jerome Powell ha dichiarato di essere disposto ad allentare la corsa al rialzo del costo del denaro. Una disponibilità che ha migliorato l’umore dei mercati, ma senza rassicurarli del tutto. Lo stesso governatore intervenendo all’Economic Club di Washington ha affermato che la Fed preferisce vedere gli sviluppi dell’economia. Nessun piano stabilito dunque, per quanto riguarda l’iter di normalizzazione della politica monetaria. Ad essere decisivi saranno i dati macro che verranno man mano pubblicati. Il problema, a questo punto, però, potrebbe essere il futuro impatto che lo shutdown avrà sull’economia. Se è vero, come confermato da Powell, che solitamente i blocchi delle attività governative non durano molto, è anche vero che questo è arrivato a superare i 20 giorni.

Le presidenziali si avvicinano

Ma tra chi, come Vinik, sostiene la possibilità di una continuazione dell’euforia, serpeggia anche un’altra motivazione. Il 2019 è l’anno che precede la futura chiamata alle urne per le presidenziali. In altre parole: Donald Trump potrebbe essere già in fase di campagna elettorale. Cosa significa questo? Che sarà suo dovere ridare fiducia agli americani in vista della prossima disputa per la Casa Bianca. Per questo motivo potrebbe riaccendere la querelle con Powell per calmierare il rialzo dei tassi di interesse. Una scelta che potrebbe essere a sua volta favorita anche da quella che, nelle scorse ore, lo stesso Powell ha definito la sua più grande preoccupazione: l’aumento del debito pubblico.

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