Mercati Usa, perché il fiume di vendite

Saranno stati i dati sulla disoccupazione (1,48 milioni di nuove richieste), oppure le previsioni dell’FMI sul Pil Usa (-5% nel primo trimestre). O ancora i dati sulle scorte settimanali di petrolio, cresciute per la terza settimana consecutiva, che hanno portato il greggio a un tonfo sotto i 40 euro al barile (-5%, a quota 38). O ancora le nuove restrizioni minacciate nelle ultime ore dal Presidente Donald Trump a proposito dei prodotti di lusso Europei. Sta di fatto che le prese di beneficio di ieri si stanno trasformando in un fiume di vendite. Che sta erodendo il rally del 20% messi a segno dai listini americani da fine marzo ad oggi. E che lo scenario di oggi, sei mesi fa lo si vedeva solo nei disaster movies. Guardando ai mercati Usa, perchè il fiume di vendite?

I grandi investitori ribilanciano

Gli investitori guardano con preoccupazione alla situazione Covid in Texas, in Russia, Brasile e India, ai focolai mai spenti in Italia e cercano di capire quando ci sarà una seconda ondata di pandemia europea. La revisione delle stime preoccupa tutti: ha portato la recessione prevista per il 2020 dal -3% al -4,9% per l’economia globale. E la ripresa del 2021 viene vista più lenta (+5,4% contro la precedente stima di aprile di +5,8%). Con il commercio mondiale in contrazione del -12% rispetto ai valori pre-Covid. Si capisce dunque perché fondi pensione e fondi sovrani ribilancino, ora,  in fretta e furia e preda all’ansia. E’ un surplus di operazioni rispetto a quelle che normalmente si generano sui portafogli a fine trimestre e a fine semestre.  I fondi pensione in questi giorni potrebbero decidere vendite superiori ai 75 miliardi di dollari negli Usa e oltre 150 miliardi di dollari su base globale.

La svolta cruciale di agosto

Quello che succederà nelle prossime due settimane potrebbe essere niente tuttavia, rispetto a quello che ci aspetterà dopo gli appuntamenti chiave di luglio. Il 16 ci sarà la riunione della Bce e il 29 quella della Fed. I mercati temono un vuoto di liquidità in Usa e soprattutto un vuoto di fiducia nella politica. Trump appare in forte difficoltà nei rapporti con la Cina. E minimizza la situazione disperata dei contagi: in molti stati non è stato deciso un lockdown, per non fermare l’economia. Eppure non ha ancora perso la corsa per il secondo mandato alla Casa Bianca.

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Perché il suo concorrente Jo Biden non è considerato market friendly. Altre prese di profitto, insomma, sono sicuramente attese per il mese di agosto. Un mese che anche in Europa si annuncia cruciale: tante attività forse chiuderanno per le ferie e non riapriranno più. Il momento buono per il trading, dicono vari analisti, sarà quando l’indice S&P toccherà area 2600-2700. A settembre la volatilità tornerà alta perché le banche centrali potrebbero annunciare nuove manovre.

Mercati Usa, perché il fiume di vendite

Gli investitori saggi starebbero, nel frattempo, preparandosi a coprire la parte del portafoglio in dollari contro il rischio deprezzamento del biglietto verde nella seconda parte dell’anno. Bisogna tenere d’occhio la valuta americana, l’arrivo in area 1,08/1,10. Altri stanno, come al solito, comprando oro. E stavolta ci sono, oltre alle mani asiatiche, anche molte mani europee, sul gold. Le mani di chi ha visto le previsioni di S&P sul Pil dell’Eurozona, che segnerà un calo 7,8% quest’anno e un rimbalzo del 5,5% l’anno prossimo. Molti gestori si preparano a seguire l’esempio di Warren Buffet, sul breve: fuga rapida dai settori in caduta, come il trasporto aereo. Bisogna capire in fretta quali affogheranno e quali invece potranno sperare nel rimbalzo.

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