Mercati azionari e previsioni: effetti della Fed

La Fed con probabilità del 70% oggi alzerà i tassi dello 0,25% verso il range 2,25-2,50%.  Questo dovrebbe essere il quarto rialzo per l’anno in corso ed il nono dal 2015 “presidenza” Janet Yellen.

Per il 2019 fino a qualche mese fa si proiettavano 3 rialzi dei tassi, ma da qualche settimana lo stesso Powell ha definito che il livello a cui tendere è stimato intorno al 3% (tasso a cui l’economia americana continua a crescere senza che l’jnflazione acceleri e il debito rimane sostenibile).

Frattanto dai massimi del mese di ottobre Wall Street è scesa in media del 12% ed il mese di dicembre fino a questo momento è il più negativo dal 1980.

C’ è da notare che in base alle serie storiche il mese di dicembre ha probabilità di chiudere in positivo con una media di rendimento dell’ 1,5%. Questa volta è stato ben diverso.

Quale scenario ci attende nel breve e nel medio lungo termine per i mercati azionari?

Le serie storiche e i rialzi dei tassi

Durante i cicli di rialzo dei tassi, i rendimenti medi di Wall Street sono stati quasi sempre positivi.

Trump e Fed

Negli ultimi giorni e settimane più volte Trump è intervenuto in merito, e sono state ridondanti le sue parole:

“il mondo esplode, la Francia brucia, la Cina rallenta e la Fed non può alzare i tassi!”.

Secondo degli ultimi sondaggi, il 61% degli interpellati sostiene che Powell non dovrebbe più alzare i tassi. Questa percentuale nel mese di maggio era del 46% ca.

Inoltre il 48% ritiene i tassi al rialzo dannosi per l’economia. Il 16% un effetto positivo, il 37%  afferma che “i tassi in aumento non fanno la differenza”.

Powell si farà influenzare da Trump?

Se i tassi stasera saliranno probabilmente Trump attaccherà Powell creando qualche impasse istituzionale. Se invece i tassi staranno fermi, la Fed perderà credibilità e questo potrebbe creare un’ondata di paura, in quanto potrebbe lanciare e far pensare a  nefasti  presagi sul futuro dell’economia americana.

Inoltre tenere i tassi bassi troppo a lungo potrebbe creare delle spirali speculative e delle bolle perchè la massa andrebbe a cercare investimenti con rendimenti più elevati e quindi  più rischiosi.

I mercati stanno dimostrando di non tollerare rialzi dei tassi. Ma come è messa l’economia americana?

Inflazione poco superiore al 2%;

Pil al 3,5% ma sono possibili delle revisioni al ribasso;

disoccupazione ai minimi degli ultimi anni.

Tutto sommato un quadro economico di forza e ben equilibrato.

La preoccupazione è che se la Fed non alza i tassi poi nei prossimi mesi potrebbe agire “di fretta e furia” in un contesto di economia surriscaldata da prezzi ed inflazione al rialzo. Questo potrebbe portare a drastici rialzi dei tassi con conseguenze recessive sul ciclo economico.

Trump e Powell e la logica ed atteggiamento di compromesso

Lo scenario in cui ci troviamo è il seguente:

-Attese al ribasso dell’inflazione;

-Curva dei rendimenti invertita sul tratto a breve;

-Dollaro ai  massimi di molti mesi;

-Petrolio ai minimi degli ultimi 14 mesi.

Rendimenti dei titoli di Stato americani superiori al dividend yeld

Secondo i calcoli del Wall Street Journal le società dello S&P 500 nel corso del 2018 hanno distribuito 421 miliardi di dividendi   rispetto ai 420 dell’anno precedente.

Proprio su questo aspetto si ravvisa della tensione. Infatti i titoli di Stato a 6 mesi hanno un rendimento del 2,35% superiore al 2% del dividend yeld.

Questo accadde anche nel 2008 e tutti sappiamo poi cosa è successo.

Shutdown ed economia e mercati

Sui mercati incombe anche questa tegola.

Che cos’é?

Si verifica quando il Congresso non approva la legge che rifinanzia le attività amministrative federali.  I servizi essenziali dovrebberoe ssere garantiti ma si potrebbero verificare:

Ad esempio i musei potrebbero rimanere chiusi. Disagi per il traffico aereo, chiusura dei parchi nazionali.

S è verificata l’ultima volta nello scorso anno ma nella storia per ben 19 volte dal 1976.

La durata più lunga è stata di 21 giorni  nel 1996.

Effetti dello 0,6%  in negativo di media sui mercati.

Conclusioni

La nostra view è la seguente: Powell stasera alzerà i tassi ma poi si mostrerà accomodante per il futuro e rimanderà ai dati macroeconomici dei prossimi mesi. .Infatti gli stessi futures del CME non scontano rialzi dei tassi fino al prossimo ottobre.

Questo significa due cose:

o si proietta una pausa della Fed oppure un rallentamento dell’economia.

Mercati e proiezioni per l’anno 2019

I ribassi iniziati nelle scorse settimane a cosa porteranno sui mercati?

A un ribasso poliennale o ad un’occasione di acquisto?

Dal punto di vista macroeconomico, nonostante dei segnali in chiaroscuro non si ravvisano elementi che possono portare ad una conclusione del ciclo economico espansivo dell’economia mondiale.

Scenario annuale e previsione per Wall Street

In base alle serie storiche e ai calcoli di probabilità, investire sui mercati americani dovrebbe portare con probabilità del 89% a rendimenti positivi anche per il prossimo anno.

Entro metà febbraio dovrebbe essere segnato il minimo annuale, mentre il massimo a metà dicembre.

Rendimento medio atteso del 16,4% con una deviazione standard del 13,2%.

Frattale previsionale su scala giornaliera per il 2019 dei mercati americani

In base a nostri studi dal carattere previsionale, nel  primo trimestre anche il Top or Bottom ravvisa la elevata probabilità che possa formarsi un bottom non solo annuale, ma poliennale e far partire quindi un rialzo di almeno un triennio.

In base a criteri statistici e calcoli di probabilità, l’anno 2018 quindi si candida ad essere identico a quello degli anni 2002 e 2008.

Il 2019 dovrebbe lasciare quindi alle spalle i ribassi come è accaduto per il 2003 e 2009.

Per questo motivo  il 2018  dovrebbe chiudere in rosso e nel primo trimestre del prossimo anno dovrebbe formarsi un minimo annuale inferiore per poi lasciare spazio ad un ulteriore rialzo non solo annuale ma di medio lungo termine.

Quali sono i valori di prezzo da monitorare e come regolarsi?

Tendenza e proiezioni dei prezzi per l’anno 2019 dei mercati azionari americani

Dow Jones

Tendenza ribassista

area di minimo 19.600/21.540

area di massimo 24.245/25.147

Pericolosa una chiusura mensile inferiore ai 19.677.

Nasdaq C.

Tendenza ribassista

area di minimo  5.500/5.780

area di massimo  7.005/7.381

Pericolosa una chiusura mensile inferiore ai 5.425.

S&P 500

Tendenza ribassista

area di minimo 2.250/2.322

area di massimo 2.631/2.734

Pericolosa una chiusura mensile inferiore ai 2.245.

Proiezioni anno 2019 per i mercati azionari_Conclusioni

L’anno 2019 dovrebbe rappresentare  un ulteriore momento per rialzi dei mercati americani e dei mercati internazionali (correlati al 76%). Nel primo trimestre si potrebbero formare uno swing che potrebbero portare ad un’inversione rialzista.

Una mancata  inversione invece, avrebbe effetti ribassisti per almeno un paio di anni.

Come al solito si procederà per step ma in questo mare magno di pessimismo noi vediamo rosa, da febbraio in poi.

Mercati azionari e previsioni: effetti della Fed ultima modifica: 2018-12-19T11:21:22+02:00 da Gerardo Marciano
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