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Mercati in attesa di Draghi di Emanuele Rigo

Si è conclusa nella notte la partita del super Tuesday (super martedì ndr) delle primarie USA con una sostanziale vittoria dei due candidati di punta Donald Trump per i Repubblicani e Hillary Clinton, la ex first lady, per i Democratici.

Sul fronte mercati, invece, si consolida il recupero delle borse mondiali iniziato ieri in Europa con listini in forte positivo e proseguita poi negli Stati Uniti e in Asia.


In particolare le borse asiatiche hanno fatto registrare risultati importanti con Tokyo a +4.11%, Shanghai a +4.26% e Hong Kong a +3.07%. Sembra conclusa la fase di tracollo delle borse, anche se la calma attuale indica il pensiero dei mercati che sia la BCE di Draghi che la FED di Yellen manterranno accomodante la politica monetaria dei due principali istituti di credito centrali del mondo.

In particolare l’attenzione è concentrata su Mario Draghi che avrà il prossimo 10 Marzo l’ultima possibilità di incrementare la dimensione del bazooka vista l’assenza a rotazione di Weidmann, presidente della Bundesbank tedesca e principale oppositore del regime accomodante promosso dalla BCE.

Mentre oltreoceano, Janet Yellen, governatore della Federal Reserve, avrà l’arduo compito di conciliare un clima di ritrovato ottimismo non solo sui mercati, ma anche in termini di economia reale. Sicuramente i dati sull’occupazione in uscita oggi e venerdì con i non-farm payroll avranno un ruolo determinante nella pianificazione delle linee guida della FED, anche se difficilmente andranno a modificare l’attuale propensione a non intervenire al rialzo sui tassi nella prossima riunione del 17 Marzo.

Tuttavia è innegabile che sui mercati l’atteggiamento verso il percorso di rinormalizzazione della politica monetaria della FED si sia fatto più caldo con l’aumento delle stime di probabilità di un rialzo a Settembre, mentre non manca chi reputi appropriato un rialzo già a Marzo.

 

Market Movers

01:30 Australia PIL a/a cons. 2.5% prec. 2.7%

07:45 Svizzera PIL a/a cons. 0.1% prec. 0.4%

10:30 Regno Unito PMI Costruzioni cons. 55.5 prec. 55.0

14:15 Stati Uniti Variazione occupati ADP cons. 190k prec. 205k

16:00 Stati Uniti Discorso Williams (FED)

16:30 Stati Uniti Scorte petrolio EIA cons. 3.5m prec. 3.502m

 

EURUSD

La moneta unica continua nel suo percorso laterale a cavallo dell’area 1.0850, supporto/resistenza storica che ha contraddistinto tutto l’andamento del cambio nella fase precedente le turbolenze di fine 2015 ed inizio 2016. L’attesa per il pronunciamento della BCE dopo i dati deludenti sull’inflazione e il miglioramento delle prospettive dell’economia a stelle e strisce ha spinto il mercato a rimodularsi su livelli ben più bassi per il cambio EURUSD che ora sembra non trovare una direzionalità. Tuttavia l’accumulazione estrema sui minimi relativi potrebbe aprire la strada ad un recupero, seppure momentaneo, della moneta unica, soprattutto nella fase finale della settimana, dove verranno a combinarsi la possibile chiusura di posizioni speculative long unita alla volatilità dei dati macroeconomici.

 

GBPUSD

L’outlook ancora incerto penalizza la sterlina inglese che non riesce a sfondare al rialzo quota 1.40. I dati sul comparto edilizio peggiore delle attese contribuiscono invece ad affossare le quotazioni del cable che si attesta nei minuti successivi alla pubblicazione a 1.3920 scontando anche la previsione di comunicazioni caute da parte degli esponenti della Bank of England Broadbent e Cunliffe che parleranno oggi. Attesa anche per i dati sul mercato del lavoro a stelle e strisce che sono chiamati a confermare un trend molto positivo per l’economia statunitense, e forse potrebbero deludere rispetto alle stime degli analisti innescando un breve sell-off di dollaro.

 

USDJPY

Lo yen giapponese continua il percorso di indebolimento sulla scia degli ottimi risultati delle borse asiatiche con in testa proprio Tokyo che chiude con oltre quattro punti percentuali di guadagno. E il ritorno alla fiducia sui mercati indebolisce anche la moneta giapponese che passa da 113.70 fino oltre quota 114.0 attestandosi in area 114.40 in apertura dei mercati europei, anch’essi positivi. La tendenza è quindi ad un forte recupero di USDJPY che però potrebbe scontrarsi con l’area tecnica a 114.50 e con i dati statunitensi nel pomeriggio, soprattutto qualora la loro volatilità non confermasse il recupero del mercato del lavoro atteso dagli analisti.

Mercati in attesa di Draghi di Emanuele Rigo ultima modifica: 2016-03-02T11:13:23+00:00 da redazione
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