Mercati: il toro correrà ancora

Chiunque tema la recessione per il 2019 si senta rassicurato. Il toro continuerà a correre sui mercati , anche se più lentamente del previsto. Almeno secondo quanto previsto da Jim Paulsen capo stratega di Leuthold Group.

La view di Paulsen sui mercati

Stando alla sua previsione, ci sarà ancora una crescita lenta, tagli dei tassi e un rally all’inizio del 2019. Per il veterano di Wall Street la Fed, o almeno i timori di una sua accelerazione sulla strada del rialzo dei tassi, è un falso problema. In realtà la banca centrale diventerà accomodante. Ma non per timore delle ire del presidente Usa Donald Trump, bensì per i dati macro. Sempre Paulsen è convinto che l’economia Usa non crescerà oltre il 2% nei prossimi quattro trimestri.

La Fed sarà accondiscendente

In virtù di questo l’organizzazione guidata da Jerome Powell sarà praticamente costretta a rallentare. Se non addirittura a frenare. Niente recessione, dunque, ma solo quel tanto che basta per convincere la Fed a dare un po’ di riposo al costo del denaro. Risultato: nel 2019 continuerà quello che, a tutti gli effetti è, e sarà, il mercato toro più longevo della storia.

La questione Fed

Recentemente anche Art Cashin di UBS e Scott Minerd di Guggenheim , si sono dichiarati scettici circa l’aggressività delle politiche monetarie della Fed. Il 19 dicembre, infatti, durante l’ultima conferenza stampa, Powell aveva tagliato le stime di crescite dell’economia Usa. In parallelo, però, aveva anche confermato due rialzi dei tassi. Una apparente schizofrenia che aveva fatto crollare gli indici. Non solo, immediatamente dopo anche Trump era intervenuto dicendo che l’unico problema dell’economia statunitense era la Fed. Nello specifico aveva definito la banca centrale come “incapace di avvertire il mercato”.

Mercati: cosa guida gli investitori?

Finora a guidare il sentiment degli investitori sono stati elementi differenti. Prima di tutto i nervosismi sulla guerra commerciale con la Cina ma anche il rallentamento della crescita economica e degli utili statunitensi (se non addirittura mondiali) . Un capitolo aperto che rimarrà tale per i prossimi mesi, è anche la politica della Federal Reserve sui tassi di interesse.

Nessuna recessione: i mercati stiano tranquilli

Sempre secondo le previsioni di Paulsen, la Fed potrebbe aumentare il costo del denaro solo in un caso. Infatti la decisione arriverebbe solo in presenza di due fattori specifici. Il primo è un Pil a stelle e strisce che arrivi ad un risultato superiore al 3%. Il secondo, una disoccupazione inferiore al 4%

Nessuna recessione in vista, dunque, per Paulsen che ha consigliato agli investitori di essere aggressivi nei confronti del mercato azionario. Unico nemico: la volatilità.

 

 

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