Mercati europei negativi senza Wall Street

Apertura negativa nella prima seduta della settimana da parte di tutti i mercati europei. O quasi. Infatti nel rosso generalizzato dei listini del Vecchio Continente spicca un semaforo verde sul Ftse 100.

I numeri

Come detto il passivo regna sovrano al giro di boa della mattinata. Il Ftse Mib, infatti, alle 12,14 arriva a -0,6% (19.589 punti). Risale leggermente lo spread tra Bund e Btp  arriva a 252 (ovvero +1) il che porta, di conseguenza a un aumento anche del rendimento sul decennale tricolore. Il Btp infatti rende il 2,77% (+0,88%).

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I protagonisti a Piazza Affari

Tra i titoli da segnalare sulla piazza di scambio italiana ci sono Snam ed Enel entrambe impegnate nello stacco dell’anticipo del dividendo. Interessante anche un monitoraggio su Tim. Il titolo è infatti ancora in difficoltà dopo i recenti cali registrati nei giorni scorsi. Il tutto è partito dopo la pubblicazione dei dati preliminari per lo scorso esercizio e dell’outlook per i prossimi 6 mesi. Entrambi i risultati sono stati inferiori alle attese per la prima metà di quest’anno. A questo si aggiunga una diatriba tra i primi due azionisti: Vivendi e il fondo Elliott.

Il resto dei mercati d’Europa

Guardando il resto delle maggiori piazze europee l’andamento della mattina non sembra distaccarsi molto da quanto visto in Italia. Infatti il panorama vede a Parigi il Cac 40 a -0,16% e il Dax di Francoforte a -0,4%. Unica eccezione di rilievo, come detto, il Ftse 100 di Londra a +0,13%.

Il governo inglese in queste ore è in fibrillazione per la presentazione da parte del primo ministro Theresa May della nuova bozza che dovrà regolamentare la Brexit. Un testo che sembra essere anch’esso respinto. Per giunta ancora prima di essere presentato. almeno stando alle indiscrezioni di stampa.

I dati macro: Cina in primo piano

Da segnalare a Bruxelles la prima riunione dell’anno dell’Eurogruppo. Tra i dati macro della mattinata spicca quello che arriva dalla Cina. Il Pil del quarto trimestre si è fermato al 6,4% anno su anno contro il 6,5% dell’anno scorso. Un calo che ha sancito definitivamente un Pil 2018 al 6,6% contro il 6,8% del 2017. IN altre parole il livello peggiore dal 1990. Le cose sembrano andare meglio sul fronte della produzione industriale. a dicembre il dato annualizzato arriva a 5,7%sul 5,4% del mese precedente. Buone notizie anche per le vendite al dettaglio: 8,2% su base annuale.

I valori da monitorare sui mercati fino alla chiusura odierna

Tendenza ribassista

Il movimento  in corso  verrà archiviato

Ftse Mib  Future  da chiusure orarie superiori ai  19.610

Dax  Future da chiusure orarie superiori ai  11.205

Eurostoxx Future  da chiusure orarie superiori ai  3.120

Bund Future  da chiusure orarie superiori ai  164,31

Approfondimento

Editoriale per il 21 gennaio

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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