Mercati azionari: i fulmini a ciel sereno sono quelli che fanno più male, ma in borsa è possibile prevederli

Durante i temporali tutti sono bravi a uscire con l’ombrello e a cautelarsi contro possibili gravi danni. Quando invece arriva un fulmine a ciel sereno la probabilità che faccia danni è molto più elevata in quanto siamo tutti impreparati.

Se nella vita di tutti i giorni non è possibili prevedere i fulmini a ciel sereno, in borsa è possibile prevederli e organizzarsi per tempo. Bisogna essere bravi a coglierne i segnali anticipatori e adottare le opportune contromisure.

Che i mercati azionari non promettano niente di buono è un qualcosa che stiamo dicendo da mesi. Basti leggere l’articolo Mercati azionari: cosa succede quando previsioni e proiezioni marciano nella stessa direzione? Le attese per le prossime settimane e i riferimenti al suo interno.

Qualcuno potrebbe dire “ma se sono mesi che dite che il mercato scenderà violentemente, mentre continua il rialzo (addirittura alcuni mercati stanno segnando i nuovi massimi storici), che credibilità avete?”

Chi si pone in questi termini è destinato a prendere sonore batoste in borsa e a rimetterci molto del suo capitale.

Per dimostrare quanto questo approccio di diffidenza verso i “segnali premonitori” sia sbagliato e fallimentare andiamo a guardare la storia e quanto accaduto per uno dei segnali anticipatori: il Volatility Index, meglio noto come VIX.

Nel 2007, a parte tutti gli altri segnali che preannunciavano la tempesta, a fine Gennaio il VIX segna un nuovo minimi storico. A Febbraio e Marzo assistiamo a un ritracciamento di circa il 5% e nei mesi successivi a una ripresa di circa il 15% dai minimi appena segnali.  Quello che è successo da Ottobre 2007 in poi è storia nota a tutti e ha portato a un ribasso di oltre il 50%.

Cosa avranno pensato i soliti scettici dopo la ripresa del rialzo tra Marzo e Ottobre? Soprattutto, per quanto tempo sono stati a leccarsi le ferite dopo il ribasso dil oltre il 50%?

Questo non vuol dire che dopo il segnale ci debba essere per forza una continuazione al rialzo. Vuole solo dire che in presenza di segnali ribassisti bisogna  alzare le difese ed essere più prudenti.

Ma torniamo ai giorni nostri.

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Settimana scorsa scrivevamo (Mercati azionari: cosa succede quando previsioni e proiezioni marciano nella stessa direzione? Le attese per le prossime settimane)

l territorio sono i grafici di borsa in tempo reale che analizziamo con i nostri metodi proprietari.

Un altro fattore molto importante, poi, è la percezione del territorio che ci circonda. Possono esserci, infatti, indizi che possono presagire qualche pericolo. Immaginate di camminare in un bosco su un sentiero previsto dalla vostra mappa e che all’improvviso vedete scappare nella direzione opposta gli animali di piccola taglia. Sicuramente c’è qualche pericolo in agguato.

Quello che abbiamo scoperto durante la nostra esperienza ultra decennale sui mercati finanziari è che quando mappa e territorio coincidono abbiamo altissime probabilità di non andare a sbattere contro qualche ostacolo imprevisto. Tuttavia non bisogna abbassare la guardia e prestare attenzione agli indizi che provengono dal territorio.

La settimana appena conclusasi ha visto le quotazioni reali segnare, nel grafico seguente, un massimo settimana scorsa e accennare una discesa. L’aspetto interessante è che la previsione due settimane fa prevedeva un massimo seguito da una forte discesa.

Che tra una previsione effettuata 20 anni prima e le quotazioni reali ci sia uno sfasamento di due settimane è poca cosa.

Se settimana prossima dovesse confermare la tendenza della settimana appena conclusasi allora dovremmo incominciare seriamente a preoccuparci.

La settimana appena conclusasi ha visto le quotazioni confermare il frattale previsionale. Visto così il pericolo tanto atteso appare ancora più vicino.

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Ma cosa ci dice l’andamento reale dei prezzi?

Analisi sullo S&P 500 (scritta settimana scorsa)

Dopo tre settimane di tenuta, il supporto in area 2463 ha ceduto, insieme al supporto dinamico (linea blu), facendo emergere i primi segnali di debolezza. Una prima ancora di salvezza (supporto) passa per area 2400.

Chiaramente non ancora tutto. Il TC2plus è ancora long e, tipicamente, dopo un minimo del VIX passano alcuni mesi prima che parta il vero e proprio ribasso. Tuttavia bisogna stare in guarda in quanto il momento è veramente molto delicato e il timing di uscita/entrata dai mercati potrebbe decidere la vita o la morte finanziaria di molte persone come accaduto negli anni scorsi.

Qualora l’inversione ribassista dovesse essere confermata, allo stato attuale il I° obiettivo naturale si troverebbe in area 2200, il II° in area 1900 e infine il III° in area 1650. Il potenziale ribasso, quindi, potrebbe essere del 40% circa. Chiaramente questi obiettivi andranno ricalcolati con precisione non appena sarà confermata l’inversione ribassista.

Dopo un tentativo di rompere al rialzo la resistenza in area 2463 le quotazioni hanno ripreso a scendere. Segno che i tori dopo tanto correre incominciano a sentire la stanchezza. Tuttavia il recupero di area 2463 darebbe ancora fiato ai tori. Gli obiettivi ribassisti, qualora l’inversione dovesse essere confermata, sono quelli indicati in precedenza.

La parola d’ordine è sempre: massima prudenza e attenti ai fulmini a ciel sereno.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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