Mercati: avvio d’anno col segno meno

Le prime ore di contrattazione dei mercati confermano i timori della vigilia, quelli che volevano un 2019 in tono minore. Cosa ci attende nel nuovo anno? Secondo la view di Proiezionidiborsa nei primi due mesi potrebbe/dovrebbe formarsi anche un bottom annuale.

La situazione sui mercati

Alle 13.30, infatti, l’intera Europa registrava un diffuso segno meno. Piazza Affari, in particolare, virava in negativo. Il Ftse Mib arrivava a perdere lo 0,9% (18.156 punti) con uno spread Bund-Btp a in rialzo del 2,7% a 256 punti.  Tiene banco la situazione Carige. Per quanto riguarda il rendimento del decennale, invece, ci si assestava al 2,7%. Allargando la visuale al resto d’Europa, il Dax di Francoforte era a -0,09%, Il Cac 40 di Parigi a -1,4% e il Ftse 100 di Londra a 0,57%.

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Petrolio in calo

L’euro/dollaro viaggiava a 1,1468 (la precedente chiusura era a 1,1462) mentre il dollaro/yen arriva a 109,226 dal precedente livello di  109,71. In tutto questo continua anche il calo del petrolio che alla stessa ora vedeva un Brent a -0,67% (53,44 dollari al barile) e un Wti a -0,75% (45,07 dollari al barile). A tutto discapito del settore Oil che vede i maggiori titoli tutti in perdita. Eni  arretra dello 0,0%%, Saipem  dell’1% e Tenaris del 2,2%.

La Cina fa paura

Il pessimismo si è accentuato, a livello internazionale, anche a causa della Cina. Continuano i dati macro negativi in arrivo da Pechino. Gli ultimi della serie riguardano. L’indice Pmi di Caixin/Markit è in calo a 49,7 a dicembre, contro i 50,2 di novembre. Un dato che va contro anche alle previsioni degli esperti, ferme a 50,1. Una view, quella della maggior parte degli analisti, che sperava in una permanenza all’interno della fascia dei 50 punti. Infatti i 50 punti sono l’ago della bilancia che separa la crescita dalla recessione. Il risultato spaventa ancora di più se si pensa che non si registrava una contrazione dal maggio 2017.

I motivi del calo

Non solo, ma si vede un calo sia per i nuovi ordini (non succedeva da due anni e mezzo) sia per quelli legati alle esportazioni. La spiegazione arriva dalle tensioni tra Usa e Cina. Ad allarmare è anche il calo della domanda interna. In questo caso sul banco degli imputati c’è il possibile fallimento delle riforme interne che miravano a stimolare proprio la domanda interna.

Nessuna spinta dalla Manovra

Per quanto riguarda l’Italia, invece, non sembra esserci stata alcuna spinta dall’approvazione definitiva della Manovra economica. Infatti questo passaggio cruciale avrebbe dovuto mettere la parola fine alle tensioni tra Roma e  Bruxelles.

I valori da monitorare sui mercati europei fino alla chiusura odierna

Il ribasso in atto verrà messo in discussione da chiusure orarie superiori ai seguenti valori

Ftse Mib  Future 18.115

Dax  Future 10.533

Eurostoxx Future  2.956

Bund Future  nuovi ribassi con chiusure orarie inferiori a 163,70

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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