Massima attenzione a questi truffatori che si spacciano per dipendenti Enel e rubano soldi e dati personali, ecco come riconoscerli

Il rischio di truffa e frode ai danni della gente è oggigiorno un pericolo estremamente concreto. La tecnologia ha portato tante liete novità, ma ha anche dato il via a nuove tipologie di illecito. False e mail o sms si affiancano alle già note truffe telefoniche in atto da tempo.

Tra le più diffuse vi sono quelle che riguardano i furbetti che si spacciano per la nota azienda di energia elettrica Enel. Questi cercano in ogni modo di estrapolare informazioni riservate o costringere il cliente a versare somme in denaro.

Saper a cosa si va incontro è fondamentale per non incappare in spiacevoli situazioni, per questo vedremo come evitare di essere derubati. Dunque. facciamo massima attenzione a questi truffatori che si spacciano per dipendenti Enel e rubano soldi e dati personali, ecco come riconoscerli.

Gli sms fasulli

Tra i metodi più comuni usati per estorcere denaro agli ignari clienti c’è l’utilizzo di messaggi urgenti. Potremmo notare di aver ricevuto sul nostro cellulare un sms dal tono allarmante, che invita a compiere prontamente una certa azione. Di solito si tratta di chiamare un numero a pagamento o cliccare sul link proposto.

I dubbi dovrebbero sorgere qualora non fossimo in attesa di nessuna comunicazione da parte del fornitore di energia. Controlliamo poi il nome del mittente: se non è “Enel Energia”, cancelliamo immediatamente il messaggio. Qualunque numero estero o sconosciuto non andrebbe mai preso in considerazione, soprattutto se invita a inserire codici o dati personali. Fidiamoci solamente del numero verde di Enel 800.900.860.

Le e mail truffa

Come nel caso degli sms, anche le e mail potrebbero ingannarci: in tal caso si tratta di phishing. Di solito lo stile della comunicazione è molti simile a quello dell’azienda di riferimento, ma possiamo riconoscere il falso per alcuni aspetti.

Innanzitutto, controlliamo che l’indirizzo del mittente termini esclusivamente con @enel.it. La certezza dell’ingannevolezza della mail si ha poi quando si chiede di inserire dati personali come password: Enel non fa mai tali richieste. Occhio anche agli errori grammaticali o di battitura.

Massima attenzione a questi truffatori che si spacciano per dipendenti Enel e rubano soldi e dati personali, ecco come riconoscerli

Tra i metodi più infimi per abbindolare l’utenza c’è quello delle telefonate. Spesso si coglie impreparato il destinatario, che non sa come agire al momento. Se possiamo, controlliamo innanzitutto il numero chiamante: se sconosciuto o di provenienza estera, diffidiamo.

Prestiamo attenzione anche all’atteggiamento di chi sta dall’altro lato della cornetta e al perché ci ha contattato. Terminata la chiamata, verifichiamo sul sito di Enel se il numero che ci ha chiamato è autentico.

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