Mascherine chirurgiche, tra arte, moda e design. Ecco un trend che non sparirà presto

Mascherine chirurgiche tra arte, moda e design. Ecco un trend che non sparirà presto. I murales sono una forma d’arte che può raccontare tanto di questo strano anno. Ma così anche la moda! Le mascherine, entrate con prepotenza nelle nostre vite, diventano quindi parte dell’immaginario artistico degli street artist. Oltre che accessori fashion, ed eco-friendly. Senza dimenticarsi per cosa servono davver: proteggerci dal coronavirus.

Mascherine chirurgiche, tra arte, moda e design. Ecco un trend che non sparirà presto

L’avete vista sicuramente tutti in giro per il web! La “Ragazza con il timpano trafitto”, murales che Banksy ha realizzato a Bristol, porta ora una mascherina chirurgica. L’artista di cui nessuno conosce la vera identità, si era ispirato a “La ragazza con l’orecchino di perla” di Vermeer per la sua opera. Tuttavia non si sa se la modifica al graffito sia opera dell’autore o qualcun altro. Sicuramente, in periodo di lockdown, con il favore delle strade vuote, i graffitari si sono dati da fare per adeguare la street art ai tempi che corrono.

Stesso Tvboy, altro street artist molto famoso, ripropone “Il bacio” di Hayez, mettendo due mascherine sulle bocche degli amanti. Li vediamo ora tenere tra le mani un flacone di igienizzante. Anche a New Orleans, l’arte si aggiorna ai tempi del coronavirus. È comparsa, infatti, una rappresentazione di Louis Amstrong che suona la tromba con guanti di lattice blu.

Arte con i dispositivi di protezione individuale

I lavori dell’artista tedesco Steffen Kraft mirano a una riqualificazione simbolica dell’oggetto simbolo della “nuova normalità” alla quale ci stiamo ancora abituando.

Le mascherine sono prepotentemente entrate nella nostra quotidianità nel corso di quest’anno. È tremendo sapere che un dispositivo di protezione per la nostra salute, alla fine della sua vita, nuocerà alla terra. Ecco perché il grafico, illustratore e fotografo tedesco, le ha rese non solo protagoniste di alcuni collage, inserite in scene di vita quotidiana sotto mentite spoglie. Ma le ha trasformate anche nelle protagoniste di alcuni progetti grafici. Con l’intento di renderle oggetto di quella che ha definito una “riqualificazione simbolica”. Improvvisamente, le mascherine usate da inutili, sono diventate canovacci bianchi su cui disegnare, da piegare, assemblare.

La filosofia che caratterizza questi lavori è caratterizzata da una forte critica al consumo compulsivo e guarda con preoccupazione al surriscaldamento globale. Una forte connessione al ruolo dei social network fa spopolare queste opere. Iindispensabili in un momento in cui il contatto tra persone è altamente scoraggiato. Ma sopratutto, fonda le sue radici nella convinzione dell’artista che ogni oggetto, con un po’ di immaginazione, può diventare un arte.

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