Mario Draghi al Colle e patrimoniale agli italiani?

Sono questi gli scenari futuri per il nostro Paese?

L’ipotesi del Prof. Mario Draghi al colle diventa sempre più certa.

Sarà lui il successore dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella?

Per adesso questa ipotesi sembrerebbe la più plausibile, visto che il Cavalier Berlusconi potrebbe aver problemi di numeri.

Ricordiamo che nelle prime 3 votazioni per essere eletto Presidente occorre almeno una maggioranza qualificata dei 2/3 degli aventi diritto al voto, dalla quarta in poi basta la maggioranza assoluta, ossia  la metà più uno dei votanti.

Mario Draghi al Colle e patrimoniale agli italiani?

Il prestigio di Mario Draghi è riconosciuto da tutte le parti, soprattutto all’estero. Alcuni importanti Paesi europei e anche gli USA fanno il tifo per la sua candidatura.

Come sempre questa candidatura si basa sul suo prestigio personale. Appena Berlusconi rinuncerà alla propria designazione, il toto presidente entrerà subito in gioco.

Comunque Roma è una piazza elettorale molto strana, gli stessi Papi che lì vi vengono eletti da secoli lo sanno.

Esiste un detto che recita: “chi entra papa nel conclave, ne esce cardinale”.

Questa regola potrebbe valere anche per il professor Draghi? Per avere una risposta certa dobbiamo solo aspettare.

Con Draghi al Quirinale l’ipotesi di una patrimoniale potrà veramente essere messa in campo?

Patrimoniale in arrivo?

Perché parlare della patrimoniale oggi? Proprio perché non se ne parla.

Le forze politiche che premono per questa istituzione sono ben conosciute, si sono fatte carico anche di un referendum.

In Europa, i Paesi frugali come l’Olanda e la Germania già premono perché le regole di bilancio europee, sospese momentaneamente per il periodo legato alla pandemia del Covid 19, siano ripristinate il prima possibile.

Il patto di stabilità, che prevede determinati parametri del bilancio statale, era stato sospeso solo fino all’anno 2022. Quindi a partire dall’anno 2023 questo ritornerà pienamente in vigore.

Per adesso questi Paesi la cui capofila è come sempre la Germania, pretendono che queste regole siano reintrodotte senza ulteriori rinvii e senza misure di attenuazione delle stesse.

Nazioni che hanno i bilanci pubblici tra i meno deficitari del mondo e nonostante la pandemia sono rimasti tali. Non è questo il caso del nostro Paese che ha visto dilatarsi la spesa pubblica in maniera vertiginosa.

Senza voler passare ad analizzare i dati del bilancio nazionale, non bisogna certo essere dei geni, per pensare subito ad una imposizione straordinaria e di natura patrimoniale per restare nei parametri di Maastricht.

Mario Draghi al Colle e patrimoniale agli italiani? Questa sembra proprio l’occasione giusta.

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