Mantenere alta l’esperienza del cinema con la piattaforma dedicata ai film d’autore

Il cinema è cambiato, ma cambieranno gli spettatori?

In un momento di crisi è bene non dimenticare quei settori che pagano le conseguenze più salate. Nell’ultimo anno, in molti purtroppo possono iscriversi alla categoria. Di certo vi rientra il mondo dello spettacolo. In particolare, il mondo del cinema.

È vero che il cinema era già nel mezzo di un cambiamento epocale, che prescinde dalla pandemia. È altrettanto vero, però, che la pandemia ha contribuito ad accelerare questo cambiamento; forse, a intensificarlo.

La conversione allo streaming era irreversibilmente avviata sin dal 2010, anno in cui Netflix dà vita alle sue prime produzioni originali. Nel gennaio 2016, la piattaforma raggiunge i 74 milioni di abbonati, facendo drizzare le antenne a tutti i cinefili vecchio stampo.

La loro paura è che il cinema comunemente inteso sia prossimo all’estinzione. Niente più: piccole sale umide, poltrone scomode, mani che si sfiorano sul bracciolo durante una scena di tensione. Ma nemmeno multisala, bibite giganti, dolby surround: la meraviglia del grande schermo.

Siamo destinati a un cinema portatile?

Mubi: la piattaforma dedicata ai film d’autore

Fosse questa la verità, tanto vale attrezzarsi per mantenere alta l’esperienza cinematografica.

Il panorama del VOD (Video On Demand) è sempre più vasto. La maggior parte delle proposte sono film da botteghino, che strizzano l’occhio al pubblico meno esigente. Ma a ben guardare, esistono piattaforme che preservano alcuni sapori di un cinema antico.

È il caso di Mubi, piattaforma dedicata ai film d’autore.

L’idea nasce per caso nella mente del fondatore, Efe Çakare. Non trovando modo di guardare i film di Wong Kar-wai sul proprio PC, Efe pensò di creare un servizio che accontentasse i palati più raffinati.

Pietre miliari e nuove proposte

Oggi, Mubi offre agli abbonati centinaia di pietre miliari della storia del cinema, insieme a nuove proposte accuratamente selezionate dai più importanti festival.

Si va da “I 400 Colpi” di Truffaut, a “Melancholia” di Lars von Trier; da “Persona” di Bergman a “Fantastic Mr. Fox” di Wes Anderson.

Il sito si sta facendo strada tra i grandi leader del settore, senza scendere a compromessi con l’integrità della propria missione. Il risultato è dato dall’incontro di ricerca qualitativa e strategica (fino a una settimana fa, era possibile abbonarsi per 3 mesi a 1 €).

Per i nostalgici, Mubi è una garanzia. Per i critici da divano, l’occasione di recuperare pellicole fondamentali.

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