Mangiare questa mozzarella eccellenza del Cilento è un piacere per il palato

mozzarella

La Campania vanta la produzione di ottima mozzarella, in particolare in provincia di Salerno si produce un formaggio squisito. La “mozzarella nella mortella” conosciuta anche come  “A mozzarella ind’à murtedda” in realtà è un formaggio. La cucina cilentana, è una garanzia, perché da sempre rappresenta il giusto equilibrio tra gusto e genuinità. Mangiare questa mozzarella eccellenza del Cilento è un piacere per il palato.  Anticamente i pastori cilentani, soprattutto nei pressi del Monte Gelbison, producevano il formaggio direttamente dove pascolavano gli animali. Questa antica ricetta nasce dall’esigenza passata di conservare il formaggio fresco anche in assenza del frigorifero.

Mangiare questa mozzarella eccellenza del Cilento è un piacere per il palato

In passato questo formaggio veniva prodotto nei pressi delle zone praticate dagli animali. Dunque serviva un modo per preservare il prodotto durante il trasporto. L’involucro scelto fu proprio la “mortella”, ovvero la pianta di mirto. Questa pianta tipica del territorio cilentano è particolarmente aromatica e conferisce al formaggio un intenso sapore. Per produrre la mozzarella nella mortella si utilizza una tecnica di lavorazione simile a quella del caciocavallo. Il latte vaccino crudo si porta a circa 38° e poi si aggiunge il caglio per dare consistenza al composto. La cagliata si rompe in grani di piccole dimensioni e poi si ammassa per far fuoriuscire il siero.

Il nome del formaggio

Si lascia acidificare e in seguito si taglia la massa a listarelle spesse circa 1 centimetro. La massa, filata nell’acqua bollente, si lavora con l’aiuto di un bastone. A filatura ultimata, si lavora con le mani, si allunga e si assottiglia per ottenere la classica forma a lingua. Il nome del formaggio nasce dall’usanza di confezionare le mozzarelle, dalla forma allungata con il mirto. La cosiddetta mozzarella stracciata si alterna a fronde di mirto appena raccolte. Generalmente queste confezioni dette “mazzi”comprendono circa dieci mozzarelle. Questo formaggio va mangiato mettendo da parte le foglie di mirto e va consumato fresco, non oltre i cinque giorni. Ideale da proporre come fresco antipasto, questo formaggio è buono accompagnato anche con pomodorini e olive fresche.

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