Mangiare il carciofo, protettore del fegato e antitumorale

 Il carciofo, eccellenza italiana dell’agricoltura, è talmente utile alla nostra salute, da aver influito anche il mercato dei superalcolici, con la creazione di alcuni amari. Di origine mediterranea, ne esistono oggi più di 90 tipologie, ma alcune di esse, come il carciofo di Paestum, hanno ottenuto anche il marchio di origine protetta. Quello di Paestum, chiamato anche “tondo” per la sua forma, è stato riconosciuto IGP addirittura nel 2005, sulla scia delle sue qualità e della sua storia secolare, fatta di benefici a tavola e nella prevenzione. Se si vuole prevenire l’insorgere di molte malattie, allora è proprio il caso di mangiare il carciofo, protettore del fegato e antitumorale.

Antiossidanti e antidiabete

Il Dipartimento Americano di agricoltura, uno degli istituti che primeggiano nelle ricerche in materia, ha inserito il carciofo al settimo posto nella classifica mondiale degli alimenti con più antiossidanti. Non tragga in inganno la posizione lontana da un podio virtuale, perché gli alimenti in considerazione sono più di mille! L’acido clorogenico è l’antiossidante primario contenuto nei carciofi, ma si unisce al gruppo di polifenoli, flavonoidi e quercetina, per formare una squadra attiva nella lotta ai radicali liberi. I radicali liberi sono le sostanze protagoniste dell’insorgenza dei tumori e dell’invecchiamento cellulare, ossidando le arterie. Allo stesso modo, grazie alla presenza di inulina, un polisaccaride, i carciofi sono il cibo ideale per i diabetici. L’inulina infatti, non venendo trasformata in energia poi consumata, rimane a disposizione del fisico per contrastare il livello degli zuccheri nel sangue, abbassandolo sensibilmente.

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Protettori del fegato

La cinarina, da cui il nome del famoso amaro degli anni del “boom economico”, è una sostanza che permette una diuresi corretta e una performante attività della bile. Per questo è il caso di affermare che è ottimo mangiare il carciofo, protettore del fegato e antitumorale. La cinarina è usata anche come presidio medico nella cura di epatiti e cirrosi, malattie e infezioni che attaccano il fegato in maniera più o meno grave. Cinarina e potassio si alleano poi nella depurazione dei reni, facilitando una corretta diuresi. Consigliabile infatti mantenere l’acqua dei carciofi dopo la cottura, senza buttarla, e riutilizzarla per fare minestre e infusi depurativi. Recenti studi hanno anche dimostrato che la loro opera sinergica combatte la ritenzione idrica e quindi la cellulite.

Conseguenze sul transito intestinale

Tutte queste azioni positive combinate, tutte le sostanze nutrienti e depuranti contenute nei carciofi, danno vita a una conseguenza diretta importante: il transito intestinale. Chi consuma carciofi infatti non ha bisogno di purghe e lassativi. Un corretto transito intestinale e una diuresi perfetta concorrono alla prevenzione di tumori devastanti al colon, pancreas, fegato e intestino!

Approfondimento

Vaccinazioni

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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