Maleodoranti puzzette ed imbarazzante gonfiore addominale sono spesso i sintomi di questi comunissimi errori che commettiamo a tavola

Il gonfiore addominale è un sintomo molto frequente nella società odierna e consiste nell’accumulo di gas o a livello dello stomaco o a livello intestinale.

Alimentazione scorretta, alcool e fumo, abuso di bevande gassate e nervine piuttosto che la mancanza di movimento, sono solo alcune delle cause di tale disturbo.

Maleodoranti puzzette ed imbarazzante gonfiore addominale sono spesso i sintomi di questi comunissimi errori che commettiamo a tavola

Ci sono gonfiori e gonfiori, una prima tipologia è legato spesso ad un’eccessiva “introduzione di cibo”. Un esempio sono i pranzi domenicali, le cene in compagnia, dove siamo soliti alzare un po’ il gomito con il cibo ma anche con l’alcool.

Ed ecco che dopo antipasto, primo, secondo ed anche frutta e dolciumi il nostro addome comincia a somigliare ad un palloncino gonfiabile.

In questi casi il gonfiore è attribuibile allo sconsiderato abuso di cibo e talvolta anche alle combinazioni sbagliate degli alimenti. Mangiare insieme carne e mozzarella ad esempio, magari in una buonissima e gustosa pasta al ragù, rallenta i tempi di digestione causando fermentazione. Questo perché la mozzarella fa da involucro per la carne che diventa più difficile da digerire.

Un altro esempio sono le castagne a fine pasto. Le castagne tendono a creare già una leggera flatulenza addominale ma se consumate a fine pasto aumentano questa predisposizione.

Anche mangiare velocemente rientra nelle cause di un addome gonfio, questo succede a causa dell’ingestione di aria. In più mangiare velocemente, significa non masticare bene il cibo, che raggiunge il nostro intestino “in pezzettoni” ancora troppo grossi  rallentandone il processo digestivo.

Intolleranze ed allergie alimentari

Un altro tipo di gonfiore addominale, può derivare dalla presenza di alcune intolleranze o allergie alimentari non ancora diagnosticate. Se anche mangiando lentamente e facendo attenzione alle quantità di cibo introdotto, il gonfiore e le flatulenze persistono, sarebbe il caso di recarsi da uno specialista per effettuare esami più specifici.

Anche alcune tipologie di alimenti sono la causa di questi gonfiori. Esistono infatti alcune tipologie di alimenti detti fodmap, ovvero i cibi che fermentano, che causano spesso formazione di aria ed emissione di puzzette maleodoranti.

Questi cibi, sono costituiti da zuccheri a catena corta, come oligo-mono e disaccaridi e di polioli. Sostanze presenti in alimenti come mango, pera, cocomero, albicocche, asparagi, broccoli, latte, segale, cous cous e molti altri, specificati in questo autorevole articolo della Fondazione Veronesi.

Il gonfiore che non ti aspetti

Molte volte il gonfiore addominale deriva da gesti comuni che facciamo inconsapevolmente. Un esempio è il continuo masticare, il consumo di chewing gum infatti aumenta questo fastidio.

Questo perché continuare a masticare stimola la produzione di succhi gastrici illudendo il nostro corpo di ricevere del cibo da digerire. Un cibo che però non raggiunge mai il nostro stomaco che produce enzimi a vuoto.

Anche l’uso di caramelle e gomme senza zucchero può causare gonfiore addominale.

Il nemico numero uno

Lo stress è il principale responsabile del gonfiore addominale. Infatti quando ci troviamo a dover affrontare periodi particolarmente stressanti facciamo fatica a digerire tutto. Questo accade perché, a causa dell’eccessivo stress, l’intestino non svolge in maniera ottimale la funzione digestiva.

Ecco spiegato il perché maleodoranti puzzette ed imbarazzante gonfiore addominale sono spesso i sintomi di questi comunissimi errori che commettiamo a tavola.

Approfondimento

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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