Mal di schiena e gravi problemi da smart working e come risolverli con pochi accorgimenti

Le circostanze legate al Covid 19 hanno messo in luce quanto può essere comodo lavorare da casa. Da due anni a questa parte non si fa altro che tesserne le lodi. Anche le aziende hanno evidenziato un aumento della produttività e un minore assenteismo. Ma accanto ai pro del lavoro agile, ci sono anche i contro. Non staccarsi mai dalla scrivania e avere letteralmente il lavoro a casa ha anche aspetti negativi. Tra questi abbiamo visto come molti trascurano i rischi dello smart working ignorando cosa succede dopo 7 ore al computer.

Il corpo risente delle troppe le ore trascorse davanti a uno schermo. Fastidio agli occhi, alla schiena, stress e nervosismo sono solo alcuni dei problemi che gli esperti stanno cercando di risolvere. Ma c’è un aspetto di cui si parla poco, si tratta della strumentazione. In questo articolo vediamo perché compaiono mal di schiena e gravi problemi da smart working e come risolverli con pochi accorgimenti. Siamo davvero tutti dotati dei dispositivi adatti per lavorare da casa? Basta un computer qualunque per lo smart working? La risposta probabilmente è negativa. Ecco come fare affinché il lavoro da casa sia agile in tutti i sensi.

Mal di schiena e gravi problemi da smart working e come risolverli con pochi accorgimenti

Sicuramente per lavorare da casa non basta solo un computer e nemmeno uno qualunque. La prima cosa da sistemare è il posto di lavoro. La seduta deve essere comoda, ergonomica. Non deve assomigliare a una poltrona dove schiacciare un pisolino. Per sostenere 8 ore di lavoro al computer ci vuole una sedia ergonomica. Questa permette di scaricare il peso sulle gambe e non gravare sulla schiena. Deve anche permettere di mantenere le braccia piegate all’altezza dei gomiti e distese in orizzontale per accedere alla tastiera. Se la sedia è troppo alta, invece, è bene utilizzare un poggiapiedi rialzato. Ancora, è sconsigliato accavallare le gambe per garantire la giusta circolazione.

Riguardo al computer, la tipologia migliore è un notebook che sia dotato di tastiera e monitor esterno. Quest’ultimo è fondamentale per non avere problemi agli occhi. I formati più comodi sono quelli allungati e per quanto riguarda i pollici non inferiori a 24-32. Per giusta regola, poi, il monitor deve trovarsi ad altezza sguardo leggermente più in basso. Così evitiamo riflessi dannosi per gli occhi. Anche l’angolazione deve essere regolata da -5 a 25°. La distanza dallo schermo deve essere di almeno 60cm.

Poi si dovrebbero evitare i mouse portatili. Sono troppo piccoli, scomodi e potrebbero causare la sindrome del tunnel carpale. Infine, facciamo attenzione all’illuminazione della stanza di lavoro. Meglio aiutare la vista con la luce naturale. Contrariamente si può sfruttare la modalità notturna del dispositivo.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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