Ma le cartelle di pagamento in arrivo sono davvero carta straccia?

Ma le cartelle di pagamento in arrivo sono davvero carta straccia? Il 96,6% delle cartelle esattoriali sarebbe carta straccia. Lo ha riferito Italia Oggi in un articolo di venerdì scorso. Della montagna di 744 miliardi di crediti che lo stato vanta nei confronti dei contribuenti, solo 25 miliardi sono ancora recuperabili. A fornire questo dato della riscossione nel 2019 è stato il sottosegretario del Ministero dell’Economia Maria Cecilia Guerra. Cosa che non ha fatto altro che mettere a nudo ciò che i commercialisti e gli avvocati già sapevano da molto tempo. E su cui si sono anche arricchiti, vista la mole dei ricorsi. Ma come si è arrivati a dire che il 96,6% delle cartelle esattoriali è carta straccia?

Il ministero tiene conto innanzitutto delle cartelle notificate a soggetti falliti. Poi di quelle notificate a soggetti deceduti. Visto che gli eredi potrebbero non subentrare nei debiti, se rinunciano all’eredità. E infine dei classici soggetti nullatenenti. Che in Italia sappiamo essere tantissimi. Cartelle queste, insomma, che non potranno mai essere riscosse. Del residuo 3,4% bisogna poi considerare un dato altrettanto allarmante. Almeno una cartella esattoriale su due presenta importi che sono ormai prescritti. E che non vanno pagati. Poi uno si chiede perché in Italia ci siano più avvocati che nel resto del mondo… Ma perché è una nazione burocratizzata! Dove anche per farsi cancellare una cartella esattoriale che non ha più ragione di esistere bisogna ricorrere a un avvocato.

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Ma le cartelle di pagamento in arrivo sono davvero carta straccia?

C’è però un altro aspetto allarmante di questo dato. Che è costituito dal buco nel bilancio statale. Un bilancio è fatto di attivi e passivi, di entrate e di uscite. Le spese possono essere approvate solo se ci sono sufficienti entrate che possono coprirle. Ma se nelle entrate da riscuotere vengono inseriti anche i crediti inesigibili come le cartelle, il rischio è che il nostro Paese si indebiti. E che lo faccia a fronte di somme che non recupererà mai. Quindi ecco un nuovo ed ennesimo buco nel bilancio statale. Che indovinate un po’ chi pagherà? Noi, i contribuenti. Ossia coloro che hanno già pagato le imposte. In buona sostanza il cerchio si chiude con una semplice deduzione. Chi paga le imposte finisce per pagare anche quelle di chi non vuole, o non può pagare. Ma questa è l’Italia, purtroppo.

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