L’Unione mette bandiera in Bulgaria, per il Paese amico dell’area balcanica 6 miliardi di euro su un piatto d’argento

Un messaggio a Putin da parte dell’Unione. Sui Balcani la scommessa non è data per vinta. Bosnia Erzegovina, Serbia e Ungheria starebbero giocando in modo poco onesto nei confronti di Bruxelles. Infatti c’è il tentativo di tenersi buona l’Unione ma di fatto i tre sarebbero alleati della Russia. E in quel di Bruxelles il trucchetto lo hanno capito bene, tant’è che stanno tirando la corda per testare la debolissima e incerta volontà dei Paesi menzionati di far parte dell’Unione. In modo costruttivo, s’intende. Si distingue invece la Bulgaria e difatti la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen ieri è volata a Sofia. Una tappa densa di significato.

Von der Leyen a Sofia

Normalmente le visite istituzionali non sono casuali. I discorsi hanno dei contenuti. Spesso non vengono divulgati perché magari volutamente le dichiarazioni pubbliche possono essere parziali rispetto a quel che ci si dice a microfoni e telecamere spenti. Ufficialmente la visita della donna tutta d’un pezzo, a capo della Commissione Europea, è stata fatta per dire al mondo (e cioè alla Russia) che la Bulgaria beneficerà di oltre 6 miliardi di euro per il PNRR. Cioè a dire che la Bulgaria è concretamente parte integrante della famiglia europea. Non un’adesione fittizia, solo sulla carta, ma un atto concreto.

Un segnale forte

Il Paese dell’area balcanica collabora anche nell’ospitalità alle migliaia di sfollati ucraini in fuga dall’area di conflitto. Insomma, collaborazione piena all’interno del condominio europeo che rischia di perdere consenso invece in Serbia, Ungheria e Bosnia Erzegovina. I tre grandi indecisi, amici di Putin, temono, però, anche il pericolo di potersi sganciare troppo da Bruxelles. In un certo senso vorrebbero aderire all’uno e all’altro. Prima era possibile, adesso no. C’è divisione e quindi bisogna scegliere. La Bulgaria lo ha fatto e Ursula lo manda a dire a Putin facendosi riprendere in quel di Sofia a braccetto con le istituzioni locali.

L’Unione mette bandiera in Bulgaria, per il Paese amico dell’area balcanica 6 miliardi di euro su un piatto d’argento

Intanto il Piano che dovrà impegnare i fondi europei è considerato uno dei più green. Punta infatti sulla transizione ecologica e digitale. Ancora sulla stabilità macroeconomica e sulla lotta alla corruzione. Ma quel che più piace all’Unione è che la Bulgaria, che dipende molto dalla Russia per l’import energetico, avrebbe deciso di smarcarsi da tale dipendenza diversificando su fornitori affidabili. Infatti avrebbe un piano per un’interconnessione con la Romania e la Grecia.

Nuovi scenari

Intanto domani a Varsavia, in Polonia, ci sarà l’evento online «Uniti per l’Ucraina» cui parteciperà il premier canadese Justin Trudeau. Lavorando di immaginazione la mappa dei Balcani si starebbe ridisegnando. L’Unione mette bandiera in Bulgaria. Ma non solo. C’è anche la Polonia, la Grecia, la Romania. La Russia tiene in pugno Serbia, Bosnia e Ungheria. È lotta diplomatica e tacita nell’estensione ad Est dell’Unione contro le mire espansionistiche sovietiche.

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