Luci ed ombre sul superbonus 110%, gli immobili in rovina e il rischio di aspettative tradite

Con questo articolo la Redazione di ProiezionidiBorsa vuole far emergere luci ed ombre sul superbonus 110%, gli immobili in rovina e il rischio di aspettative tradite. Recentemente avevamo analizzato il mercato immobiliare del nostro Paese. Emerge, infatti, una situazione pesante per chi in passato ha investito in case e appartamenti. Tasse in aumento, difficoltà a riscuotere i canoni di locazione e prezzi in discesa sono solo alcuni dei problemi venuti a galla. Cosa fare allora nel caso in cui possedessimo un rudere? Molti ripongono grandi aspettative sulle novità fiscali in materia immobiliare. Certamente una casa ristrutturata potrebbe diventare molto più appetibile sul mercato. Ancor più importante, ristrutturando un vecchio immobile, eviteremmo le preoccupazioni che una casa in rovina porta con sé. Alcuni, però, potrebbero rimanere delusi.

Gli immobili collabenti

Il Decreto Rilancio ha previsto l’importante bonus fiscale dedicato a chi deve ristrutturare casa. L’obbiettivo è riqualificare il patrimonio immobiliare italiano a livello di efficienza energetica ed antisismica. Il Decreto ha anche individuato delle esclusioni. Una buona parte degli immobili in rovina rischia l’esclusione dal superbonus, vediamo perché. Il primo aspetto è relativo a quanto disposto dall’articolo 119 del Decreto Rilancio. Ovvero l’esigenza di un miglioramento di almeno due classi energetiche a seguito dei lavori. Per determinare questo efficientamento, un tecnico abilitato dovrà redigere due certificazioni: una prima ed una dopo i lavori. Molti tecnici obbiettano l’impossibilità di procedere con una certificazione energetica di edifici diroccati. Questo impedirebbe l’accesso al superbonus, ma c’è dell’altro. Molte, quindi, luci ed ombre sul superbonus 110%, gli immobili in rovina e il rischio di aspettative tradite sembra dietro l’angolo.  Siamo davvero certi che sia chiara l’applicazione del superbonus 110% per gli immobili in rovina e privi di impianti?

Luci ed ombre sul superbonus 110%, gli immobili in rovina e il rischio di aspettative tradite

Spesso le vecchie case, soprattutto in campagna, non avevano un vero e proprio impianto di riscaldamento. Il Decreto consente l’accesso al superbonus 110% solo per ripristinare o sostituire impianti esistenti. Un semplice caminetto costituisce quindi un impianto di riscaldamento? La norma non dà certezze in merito. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta 138/2020, sembra prevedere la necessità di un vero impianto di riscaldamento. In assenza di risposte certe, gli interessati possono solo rivolgersi ad un tecnico. Ma è difficile che architetti ed ingegneri possano essere di manica larga: il Fisco verificherà almeno il 30% delle certificazioni. I tecnici, quindi, sono in attesa di chiarimenti e questa impasse potrebbe non risolversi nel breve. Per concludere, l’applicazione del superbonus 110% per gli immobili in rovina non sembra ancora chiara. La Redazione informerà i Lettori non appena l’Agenza delle Entrate diramerà una risposta certa e definitiva in materia.

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