L’oro è ancora un valido indicatore economico? di Gian Piero Turletti

L’ORO E’ ANCORA UN VALIDO INDICATORE ECONOMICO?

Intervista a Gian Piero Turletti

Autore Magic box in 7 passi

Cosa pensa della tradizionale concezione dell’oro come indicatore di instabilità e di incertezza, e quindi come bene rifugio?

Sostanzialmente, erano indicazioni valide in un ben diverso contesto macroeconomico, rispetto a quello attuale.

L’oro poteva essere considerato in tali termini, in un contesto di inflazione diffusa, o al limite di stagflazione, cioè inflazione unita a stagnazione economica.

Ora ci troviamo, invece, in un contesto significativamente diverso, nel quale semmai prevale un’inflazione bassa o addirittura un rischio deflazione.

Se, quindi, è mutato il contesto di riferimento, è altrettanto ovvio che anche l’oro ha mutato le proprie dinamiche di mercato.

Pertanto, non concordo con quegli analisti che lo correlano al quantitativo di moneta circolante, e che ritengono che a fronte di una maggior massa di circolante, maggiore sia il valore intrinseco dell’oro, proprio perché dimenticano un collegamento fondamentale con la dinamica inflazionistica.

L’oro poteva quindi rappresentare un bene rifugio, se ed in quanto la massa di moneta circolante avesse effetti nettamente inflazionistici.

Per questo si acquistava oro, cioè soprattutto per difendersi dall’inflazione, non come bene rifugio da più generali situazioni di incertezza e di instabilità politica ed economica.

Il gold future conferma questa sua analisi?

Direi proprio di sì.

Mai come oggi viviamo in una situazione di instabilità e di incertezza su molti fronti, che comunque perdura ormai in ottica pluriennale.

Diversi sono comunque anche gli attuali scenari internazionali, forieri di crisi, e dai risvolti non sempre facilmente prevedibili.

Pensiamo in Europa al Portogallo, in cui la crisi politica rischia di portare il paese fuori dai parametri economici di riferimento, ma anche alla Grecia, in relazione ai dubbi sul rispetto dei piani concordati in sede internazionale e sulla correlata approvazione delle ulteriori tranches del prestito.

A tutto questo si unisce un attivismo russo su più fronti, dal medio oriente ai confini orientali europei, che ha allarmato la Nato, con conseguente dispiegamento di mezzi e soldati USA sul territorio degli alleati europei.

Eppure, nonostante tali tensioni e molteplici fronti di crisi, il gold future si trova in un trend ribassista pluriennale.

Quali le prospettive tecniche di medio/lungo sul gold future?

Dopo un primo consolidamento delle quotazioni, in coincidenza con il target naturale di prezzo, proiettato con tecnica Magic box a seguito del pattern formatosi tra il 2011 ed il 2013, le quotazioni hanno espresso una seconda gamba ribassista, probabilmente l’ultima di tutto il movimento ribassista intrapreso sui massimi del 2011, con confermata rottura di un secondo pattern sviluppatosi tra il 2013 ed il 2014, già oggetto di precedenti analisi.

Posso quindi confermare che i corsi stanno procedendo come previsto.

Viene quindi rispettata la seguente proiezione:

primo target ribassista area 932 con primo setup entro marzo 2016, in prossimità, peraltro, del passaggio di una trend line rialzista di lungo. Secondo setup per/entro marzo 2017 con lo stesso target.

Ed in caso di dinamiche overshooting?

Secondo obiettivo in overshooting area 680. Primo setup sempre entro marzo 2016 e secondo per/entro agosto 2017.

 

 

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