L’origine e l’influsso pagano sulle nostre feste

Moltissime delle feste che ancora oggi noi celebriamo sono di origine cristiana. Il Cristianesimo infatti per quasi due millenni ha dominato il nostro mondo, e le sue radici nella nostra cultura sono molto profonde. Eppure il Cristianesimo molto deve alle precedenti religione pagane, soprattutto quando si parla di feste. Scopriamo quindi l’origine e l’influsso pagano sulle nostre feste.

Perché molte date coincidono?

Quando il Cristianesimo iniziò a diffondersi, le religioni all’interno dell’Impero Romano erano davvero tantissime e molto varie. Questa religione monoteista però presto da marginale diventa sempre più importante e coinvolge una fetta della popolazione sempre maggiore. Viene quindi osteggiata e i suoi seguaci martirizzati, ma presto Costantino si rende conto che è impossibile fermarla e nell’anno 313 permette la libertà di religione. Pochi anni dopo nel 380 l’Editto di Tessalonica rende il Cristianesimo religione di stato.

I capi cristiani da tempo avevano compiuto una scelta assolutamente vincente: invece di sopprimere in modo violento le altre religioni, decisero di sostituirsi a esse. In modo geniale quindi scelgono non di eliminare le feste pagane, ma di appropriarsi di esse dando loro nuovi significati cristiani. Il passaggio così risultò più dolce e meno faticoso, e assolutamente più accettabile. Per questo molte date di feste antiche pagane coincidono ancora oggi con le nostre.

Le feste di origine e influsso pagano

L’origine e l’influsso pagano sulle nostre feste è molto evidente. Basti pensare alla festa del Natale, vicinissima al solstizio d’inverno. Il 25 dicembre la durata del giorno cresce in modo evidente. Per questo in passato questa data era associata alla speranza di rinascita e alla vincita del sole sulle tenebre. In questo modo Cristo è presentato come sole e luce divina e vincitore sul buio e sul male.

Similmente la Pasqua cristiana si calcola in base ai cicli lunari, e si festeggia la domenica successiva al primo plenilunio di primavera. La resurrezione di Cristo è quindi legata alla rinascita della primavera, che inizia con l’equinozio, periodo di festa molto diffuso tra le varie popolazioni.

Le festività legate a Maria, anche se successive di qualche secolo, vanno a sostituirsi a quelle dedicate alla figura della Dea Madre, come Iside. Invece il culto dei santi risponde alla necessità degli uomini di politeismo all’interno di questa religione monoteista. Le qualità e le capacità delle innumerevoli divinità minori sono quindi sostituite e assorbite dalle figure dei santi e dei martiri. I santi proteggono o certe categorie di persone oppure in specifiche occasioni. Per questo ogni città ha il suo patrono.

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