L’olio vegetale più commercializzato al mondo fa veramente male o è un falso mito

Prima dello scoppio della pandemia, sembrava che tutta l’opinione pubblica internazionale fosse concentrata nel dibattito sull’olio di palma. Il mondo sembrava essersi schierato in due fazioni, come in un derby di calcio. Le grandi aziende alimentari hanno rivisto gli slogan pubblicitari, cavalcando l’onda del “non contiene olio di palma”. Se la polemica si è al momento insabbiata, la domanda però rimane: l’olio vegetale più commercializzato al mondo fa veramente male o è un falso mito? Vediamo alcune risposte scientifiche con l’aiuto degli Esperti della nostra Redazione.

La deforestazione

Nel pieno del dibattito se l’olio di palma facesse bene o male alla nostra salute, è nata anche la questione della deforestazione selvaggia dei paesi produttori. Importanti e fondamentali in questo senso le posizioni delle due più grandi realtà ambientaliste mondiali, Greenpeace e WWF che hanno sostenuto la tesi di progetti concreti e propositivi per seguire una produzione eco sostenibile. Gli alberi di olio di palma producono infatti dai 10 ai 40 kg di prodotto, da cui viene estratto circa il 50% di olio. Sono alberi, che, vivendo in un clima tropicale, possono crescere tranquillamente con le piogge naturali. Rispetto alla maggior parte delle coltivazioni, richiedono quindi uno spreco inferiore di acqua e soprattutto quantità molto più piccole di pesticidi.

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Un olio di filiera controllata

L’altro problema importante riguarda l’eventuale qualità del prodotto e la sua minaccia per la salute del nostro organismo. Anche qui, bisogna fare due distinguo fondamentali.

Un olio di palma proveniente da una filiera ecosostenibile e certificata garantisce che il prodotto rimanga fresco per lungo tempo, non inacidisca ed esalti gli alimenti che lo contengono. La forza di questo olio sta infatti nella ricchezza di acidi grassi non insaturi che permettono la conservazione dell’alimento stesso.

Il secondo tema scottante nasce proprio dal fatto che l’olio di palma contiene quasi 50% di grassi saturi. Per fare un esempio, un po’ come il burro. E qui scatterebbe il campanello d’allarme sul problema degli eventuali problemi di insorgenza delle malattie cardiovascolari.

Posizione dell’Istituto Superiore della Sanità

A rispondere alla domanda se l’olio vegetale più commercializzato al mondo fa veramente male o è un falso mito, ci ha pensato lo stesso Istituto Superiore della Sanità, avvalendosi della consulenza del Dipartimento Ambiente e Salute. “La sperimentazione scientifica non ha finora riportato la reale esistenza di tracciabilità specifiche che riconducano effetti negativi sulla salute direttamente all’olio di palma”. Come in tutti i prodotti alimentari della terra, infatti, la vera pericolosità sta nel loro uso smodato e nella mancanza di una filiera produttiva certificata e salutare.

Approfondimento

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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