L’Italia continuerà ad essere la ruota di scorta in Europa?

I dati sono veramente preoccupanti. In Italia la pandemia ha colpito duro, soprattutto nel settore economico e finanziario. È lecito chiedersi, a questo punto, se l’Italia continuerà ad essere la ruota di scorta in Europa.

Con la pandemia da Covid 19, i mali d’Italia sono venuti al pettine e sono risultati molto più evidenti di prima.

Nel 2019, periodo pre-crisi, il nostro Paese era già messo moto male. Erano in sospensione una serie di provvedimenti governativi per tamponare la brutta situazione finanziaria del debito dello Stato.

I provvedimenti più gettonati spaziavano dall’aumento delle percentuali dell’IVA, all’introduzione di un’imposta straordinaria o di una vera e propria patrimoniale.

L’economia italiana, che non godeva di ottima salute, ha subito un vero e proprio crollo, i cui effetti sono ancora in corso e si protrarranno anche per anni.

Recenti studi economici hanno messo il dito nella piaga: l’economia Italiana, in Europa, conta sempre di meno.

Tutte le economie dell’euro zona vanno meglio della nostra, peggio di noi, come sempre, solo la piccola Grecia.

L’Italia è ferma da 20 anni, continuerà ad essere la ruota di scorta in Europa?

In Italia, nessuno può più nasconderlo, siamo in una vera e propria stagnazione da quasi 20 anni.

Il PIL italiano oggi vale soltanto il 14,5% di quello dell’area euro, mentre 20 anni fa era pari al 17,7%

Tutti hanno fatto meglio di noi.

La Francia valeva il 20,9% della economia europea, oggi vale il 20,3%. Questa nazione presenta patologie molto simile a quelle del nostro Paese ma più leggere.

La Spagna ha addirittura migliorato il suo PIL di 5,2%. Solo la Grecia ha fatto peggio di noi.

La nostra economia conterà sempre di meno in Europa e conseguentemente diminuirà anche il peso politico dell’Italia.

Il problema è questo: i nostri governi non sono stati all’altezza della situazione e non conoscono più la realtà italiana.

Lo sviluppo italiano non passa da una gravosa tassazione, da una continua caccia all’evasore, ma da un sviluppo sostenibile del PIL.

A breve sull’economia italiana, già fortemente penalizzata, cascheranno 50 milioni di cartelle esattoriali e avvisi di accertamento.

Inoltre il Governo Conte ha stanziato in Bilancio, quale recupero dall’evasione tributaria per l’anno 2016, 15/16 miliardi di euro, e importi maggiori per gli anni successivi.

Sono dati credibili?

No. È lo stesso sistema che usano i comuni con le contravvenzioni per infrazioni del codice della strada.

La riscossione effettiva si avvicina a poco meno del 10%.

Recuperare peso in Europa passa da un serie di riforme, non più prorogabili, come quella della giustizia, con processi lampo e sentenze ancora più veloci, della burocrazia che dovrà lavorare meglio e a costi inferiori, dall’eliminazione dei troppi e numerosi privilegi ad ogni livello, dall’introduzione dell’equalizzatore nel sistema pensionistico.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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