L’ipotesi referendaria per una patrimoniale nel futuro degli italiani

In Italia determinate forze politiche hanno una vera e propria fissazione per un prelievo sul patrimonio.

Oggi siamo arrivati addirittura al referendum.

Questa legge, che non è riuscita mai a passare né alla Camera, né al Senato, viene forzata con una proposta referendaria.

In un momento di crisi come questo è veramente impensabile chiedere soldi agli italiani, quando in realtà sarebbe il caso di darli.

L’ipotesi referendaria per una patrimoniale nel futuro degli italiani

Senza voler commentare l’opportunità di questa iniziativa, vogliamo solo dare delle indicazioni su come sarà disciplinata questo tipo di imposizione, così come viene richiesta dai promotori del referendum.

Queste richieste vengono da lontano, da alcune forze politiche secondo le quali “anche i ricchi devono piangere”. Il problema è che a piangere saranno come sempre tutti ed in particolare le persone oneste.

Vediamo l’ipotesi di patrimoniale

Oggetto della tassa sarà il patrimonio complessivo sia immobiliare che di altro genere.

Saremmo in presenza di una franchigia esente pari a € 500.000,00 per poi passare ad un’ imposizione dello 0,2% per i valori compresi tra € 500.000,00 e € 1.000.000,00.

Le aliquote arriverebbero poi sino al 2% per i patrimoni più grandi.

Il patrimonio sarà compreso da immobili, valori mobiliari e ricchezza detenuta all’estero sotto ogni forma. Non è specificato se entreranno nel cumulo anche gli autoveicoli e le barche.

Ricordiamo che un prelievo del 2% porterà al completo azzeramento del patrimonio in meno di 50 anni, considerando anche l’inflazione, saremo in presenza di un vero esproprio, in quanto  in un periodo di circa 20/30 anni alcuni patrimoni confluiranno completamente nelle casse dello Stato italiano.

Il primo effetto sarà quello che gli immobili dimezzeranno il loro valore in pochi anni

Gli incassi per lo Stato italiano sarebbero di circa 10 miliardi all’anno.

Di conseguenza dovranno essere abolite tutte le altre imposte sul patrimonio, IMU, bolli su dossier titoli e conti deposito e conseguentemente anche quelle di successione.

L’abolizione delle imposte di successione non è prevista nell’ipotesi di richiesta di patrimoniale referendaria.

Secondo alcuni analisti questa imposta andrà a gravare solo sul 5% della popolazione italiana.

Istituire un’imposta così pesante che avrà nei prossimi anni dei riflessi non prevedibili allo stato attuale, potrebbe veramente portare alla crisi finanziaria dello Stato di diritto.

Il default dei conti pubblici italiani che non è stato possibile in 70 anni di attività democratica, potrà avverarsi in poco tempo.

Se questa legge passerà non solo i conti pubblici italiani non ne avranno alcun benefico ma si abbatterà un tsunami finanziario come nessun Paese al mondo ha mai visto fino ad oggi.

Il confronto con la crisi del 2011

I grandi possessori, come sempre, non avranno problemi ad usare tutti i mezzi possibili ed immaginabili per portare i soldi all’estero o intestarli a società vere o presunte. Tutti gli altri potranno diventare solo dei debitori dello Stato italiano, il quale non darà nessun servizio aggiuntivo e/o migliore.

I tribunali funzioneranno sempre con i processi lumaca e la burocrazia continuerà ad essere quella di sempre. I cittadini avranno sempre meno diritti e si trasformeranno in pochi anni in una massa di indebitati.

Nessuno avrà più intenzione di fare l’imprenditore e ci sarà la corsa al posto fisso e pubblico.

Insomma, l’ipotesi referendaria per un’eventuale patrimoniale nel futuro degli italiani avrà le sue conseguenze. E probabilmente lo Stato nazionale sarà messo così in crisi da temere anche per la tenuta della stessa democrazia.

Tutto questo per cosa? Per soli 10 miliardi di incasso? Potrebbero ridurre tutti i privilegi delle varie e numerose caste e il benefico statale sarebbe sicuramente migliore.

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