L’INPS riconosce la pensione di invalidità per queste 3 patologie croniche che riducono la capacità lavorativa

Ad alcuni contribuenti l’INPS riconosce la pensione di invalidità per queste 3 patologie croniche che riducono la capacità lavorativa. Grazie alla consulenza degli Esperti di Redazione valuteremo la procedura da seguire per ottenere il riconoscimento del trattamento previdenziale. Nel precedente articolo abbiamo fornito informazioni in merito a “I due disturbi alla tiroide che danno subito diritto alla pensione di invalidità INPS”. Ricordiamo che può beneficiare della pensione di invalidità solo il contribuente cui la Commissione medica ASL riconosce un punteggio di inabilità pari al 100%. Al di sotto di questa percentuale il paziente ha diritto ad una serie di altri sussidi e assegni di invalidità.

A ciò si aggiungano le agevolazioni fiscali che l’Agenzia delle Entrate riserva ai soggetti con disabilità. Sul portale ufficiale dell’Autorità fiscale figura un aggiornamento delle detrazioni per spese sanitarie, per l’acquisto di mezzi di ausilio, per le polizze assicurative. Inoltre esistono anche specifiche agevolazioni fiscali che riguardano l’acquisto di auto e l’esenzione dal pagamento del bollo anche per il familiare del disabile. Analizziamo dunque nello specifico a quali beneficiari l’INPS riconosce la pensione di invalidità per queste 3 patologie croniche che riducono la capacità lavorativa. Si tratta di malattie permanenti che compromettono gravemente la possibilità di compiere anche i più banali atti della vita di ogni giorno.

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L’INPS riconosce la pensione di invalidità per queste 3 patologie croniche che riducono la capacità lavorativa

Ci riferiamo a 3 patologie che colpiscono l’apparato osteoarticolare e causano infermità talmente gravi da impedire il regolare funzionamento del sistema locomotore. Alcuni soggetti subiscono difatti l’amputazione di uno o più arti inferiori o superiori che inficiano il grado di autonomia e di abilità professionale. La Commissione sanitaria Asl attribuisce una percentuale di invalidità pari al 100% a chi subisce l’agenesia completa bilaterale degli arti superiori. Identico il punteggio che riconosce ai soggetti che presentano l’amputazione o la perdita delle due mani o degli arti superiori bilaterali.

La terza patologia invalidante che conferisce diritto al trattamento pensionistico coincide con l’amputazione bilaterale di coscia o gamba. Infine bisogna tener conto che il riconoscimento della pensione presuppone che l’amputazione degli arti superiori o inferiori non sia protesizzabile.

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