L’INPS chiede più contributi per andare in pensione ad alcuni lavoratori

Gli Esperti di ProiezionidiBorsa avvertono i Lettori che l’INPS chiede più contributi per andare in pensione ad alcuni lavoratori. Gli anni di contribuzione rappresentano un vero tormento per chi vuole ricevere quanto prima il trattamento pensionistico. Sappiamo tutti che il lavoratore che ha maggiore anzianità contributiva potrà ricevere un assegno mensile più elevato. La preoccupazione di molti contribuenti nasce, invece, dall’avere carriere lavorative con buchi, interruzioni, periodi di disoccupazione. Ciò provoca la riduzione del montante di contribuzione e di conseguenza costringe a rimandare di qualche anno il momento del pensionamento.

Per avere un’idea dell’incidenza positiva dell’anzianità contributiva sul rateo pensionistico vi invitiamo a leggere alcune simulazioni di calcolo. Troverete un esempio di ciò nell’articolo “Quanto si percepisce di pensione con 40 anni di contributi?”. Quando invece l’INPS chiede più contributi per andare in pensione ad alcuni lavoratori, di fatto li costringe a trattenersi più a lungo in servizio. Ci riferiamo nello specifico alla categoria dei sacerdoti da cui l’Ente previdenziale pretende un aumento della contribuzione da versare annualmente.

L’INPS chiede più contributi per andare in pensione ad alcuni lavoratori

Per individuare con precisione la categoria di lavoratori cui l’INPS impone un aumento della contribuzione bisogna leggere il Decreto Legge del 23 luglio 2020. Il decreto interministeriale riguarda l’adeguamento dei contributi che devono versare i soggetti con iscrizione al Fondo previdenziale del clero. Ne consegue che i sacerdoti e i preti che versano alla cassa previdenziale del clero che l’INPS gestisce dovranno pagare più contributi. L’aumento della contribuzione su base annua è pari all’1,1% ed ha valore retroattivo a partire dal 1°gennaio 2019.

Rispetto ai 1.741,08 euro annuali si dovranno versare 1.760,24 euro, ovvero una somma pari a 146,69 euro al mese. Il conguaglio che pesa sul portafoglio degli ecclesiastici che hanno già versato lo scorso anno ammonterà pertanto a 19,16 euro su base annua. Quindi relativamente ai contributi che si devono versare tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020 il sacerdote dovrà corrispondere 1,59 euro mensile.

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