Limiti e prospettive della campagna vaccinale dopo le ultime novità

La campagna vaccinale ha incontrato e tuttora incontra diversi ostacoli.

Consegne al di sotto dei numeri previsti, ma anche possibili reazioni avverse e varianti che potrebbero superare le difese immunologiche.

Come stanno le cose e quali sono i limiti e le prospettive della campagna vaccinale soprattutto dopo le ultime novità?

Limiti e prospettive della campagna vaccinale dopo le ultime novità

Parliamo di novità riferendoci soprattutto a due fatti.

Intanto il riconoscimento anche da parte dell’EMA dei possibili effetti avversi del vaccino di AstraZeneca, cosa di cui in molti ormai già si erano accorti e, per certi versi, fatta anche presente nel foglietto illustrativo da parte dell’azienda.

Ma anche la variante giapponese del virus, nei cui confronti i vaccini sinora disponibili paiono scarsamente o per nulla efficaci. Peraltro anche l’aver contratto il contagio pare non consentire anticorpi in grado di evitare il reiterarsi della malattia.

E quindi, tali novità, come impattano sulla campagna vaccinale?

Questi fatti altro non fanno che confermare quanto abbiamo sempre detto in precedenti occasioni.

Un vaccino non può garantire l’immunità da tutte le possibili varianti di un virus, e la variante giapponese lo dimostra.

Peraltro, in base ad alcune dinamiche di taluni virus, è anche possibile che questo riesca a superare eventuali difese messe in atto dall’organismo, come gli anticorpi sviluppatisi a seguito di precedente infezione.

In ogni caso l’immunità garantita dal vaccino mediamente dura una decina di mesi.

Le possibili conseguenze

Anche solo quest’ultimo elemento deve far riflettere sulla reale utilità di una vaccinazione di massa.

Già condurre a termine quella in corso richiede uno sforzo enorme e sta incontrando diversi ritardi ed ostacoli.

Ma, visto che comunque l’immunità non vale che per un limitato periodo di tempo, poi dovremmo ripeterla ogni dieci mesi?

Allora praticamente rischiamo di dover condurre una campagna di vaccinazione di massa in pratica continuativa, senza fine.

Quando saranno stati vaccinati gli ultimi in coda, intanto si sarà dovuta riprendere la vaccinazione di chi vaccinato all’inizio.

È mai pensabile una cosa del genere?

Tanto più che nel frattempo alcune varianti potrebbero vanificare tutto questo.

Conseguenze delle reazioni avverse

In presenza di un semplice sospetto, relativo alle possibili reazioni avverse del vaccino di AstraZeneca, diversi Stati ne avevano sospeso la somministrazione.

Ora che anche l’EMA ha ufficialmente confermato tale possibile reazione avversa, ne dovrebbe conseguire che il vaccino non dovrebbe più essere somministrato, se la logica non è un’opinione.

Ed anche tale fattore non può che incidere in senso ulteriormente negativo sulla campagna vaccinale.

Quali prospettive?

Si stanno confermando quindi tutte le possibili criticità che si sarebbero potute presentare. Si sapeva sin dall’inizio e non si sta verificando nulla di eccezionale o non prevedibile.

Ma tutto questo dimostra, una volta di più, che puntare prioritariamente sui vaccini per sconfiggere definitivamente il virus potrebbe essere un errore.

Almeno altrettanta importanza va quindi data allo studio delle possibili terapie, in modo da consentire una eventuale convivenza con il virus.

Se non è possibile sconfiggerlo, quanto meno non in tempi brevi, è probabilmente questa la strada da intraprendere.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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