Licenziamento per molti italiani in questo caso di inidoneità. Cosa può fare il lavoratore 

Proiezionidiborsa affronta il delicato tema del rischio licenziamento per molti italiani in questo caso di inidoneità alla mansione e cosa può fare il lavoratore. Nell’articolo “non tutti sanno che è a rischio il posto di lavoro con l’inidoneità alla mansione”, abbiamo esaminato il giudizio di idoneità in generale. Ma cosa accade quando dal giudizio di idoneità emerge una inidoneità assoluta definitiva allo svolgimento della mansione per cui siamo stati assunti? Si rischia il licenziamento?

Il licenziamento è l’ultima soluzione cui il datore di lavoro può giungere in questi casi.

Ovvero, qualora il dipendente risulti inidoneo allo svolgimento delle mansioni per cui era stato assunto, il datore di lavoro dovrà valutare una serie di soluzioni.

Inidoneità assoluta

Nel momento in cui il medico aziendale, dichiara il lavoratore totalmente inidoneo, la situazione diventa abbastanza complessa per entrambi. Il datore di lavoro, non potrà più contare su un dipendente, assunto per una mansione specifica, e il lavoratore rischia di non trovare altro lavoro.

Il datore di lavoro, per prima cosa dovrà valutare se può inserire il dipendente in qualche altra posizione a lui confacente. Qualora ciò non sia possibile, senza mutare gli assetti aziendali, l’unica alternativa rimane il licenziamento.

Rischio licenziamento per molti italiani in questo caso di inidoneità. Cosa può fare il lavoratore?

Purtroppo, non resta che procedere al licenziamento. Licenziamento per giustificato motivo oggettivo, trattandosi di un licenziamento economico. Il datore di lavoro dovrà dimostrare di aver concretamente verificato la possibilità di ricollocare il dipendente, il cosiddetto obbligo di repechage, altrimenti il licenziamento sarà illegittimo.

Il dipendente, una volta ricevuta la lettera di licenziamento, può impugnarlo nel temine di 60 giorni, inviando una lettera di impugnazione all’azienda. Entro 180 giorni, dall’invio della lettera di impugnazione, può per il tramite di un legale, fare ricorso innanzi al Tribunale, sez. Lavoro, per far dichiarare l’illegittimità. Il datore di lavoro, quindi, dovrà provare l’impossibilità di collocare il lavoratore in altre posizioni senza mutare l’assetto aziendale.

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