Libra: quale futuro per la criptomoneta di Facebook?

Oggi tratteremo di Libra, criptomoneta globale e stabile di Facebook.

 Sul nuovo ecosistema delle cripto-valute sono stati trattati in precedenza, diversi temi, il cui centro è dominato largamente dal Bitcoin. Gli argomenti hanno principalmente riguardato aspetti socio-economici del fenomeno, quali (vedi riferimenti):

►Bitcoin è moneta?

►Perchè nacque Bitcoin?

►L’analisi grafica è applicabile alle criptomonete?

In questo approfondimento verranno delineati i tratti chiave della neo-annunciata criptomoneta ideata e promossa da Facebook: Libra.

Libra: perchè è nata?

Il 2 maggio 2019 la Facebook Global Holdings deposita a Ginevra, Svizzera, l’atto di registrazione (IDE: CHE-193.533.388 – Dossier n.08398/2019 ) di quella che diventerà poi in giugno la sua futura criptomoneta Libra.

Nell’atto di registrazione compaiono una serie di parole chiave (#software – #infrastructure, #investment, #payment, #financing, #identity – #management, #DataAnalysis, #BigData, #Blockchain) che lasciano immediatamente intendere che Facebook ha la seria intenzione di occuparsi e padroneggiare (o co-padroneggiare) l’intero universo del business dei prossimi lustri!

Inizialmente la criptomoneta di Ginevra venne etichettata come GlobalCoin dalla BBC a fine maggio scorso, ma poi il 18 giugno venne tutto chiarito mediante una serie di articoli su riviste web specializzate, che culminò nella pubblicazione del White-Paper da parte dello staff di Facebook (vedi rif.).

Libra usa tecnologie  informatiche

►crittografiche (garanzia di segretezza e riservatezza)

►scalabili (il sistema ha la capacità di aumentare o diminuire di scala in funzione delle necessità e/o disponibilità)

►su network peer-to-peer (rete informatica in cui i nodi non sono solo gerarchici ma anche equivalenti o paritari)

►in open-source (software a codice conosciuto, disponibile a tutti e quindi non segreto).

►su blockchain pubblica (database distribuito, immutabile e basato su blocchi di dati, gestito da una rete di nodi paritari, ognuno dei quali ne possiede una copia privata)

►di tipo PoS (Proof of Stake: ogni utente deve dimostrare il possesso di un certo ammontare di criptovaluta).

Libra pertanto, possiede i requisiti base per rientrare nel novero del concetto di criptovaluta.

Preliminarmente la blockchain di Libra appare come una permissioned, ma potrebbe diventare permissionless, cioè diventare pubblica ed aperta a chiunque abbia i requisiti tecnici richiesti dall’infrastruttura per l’attivazione di nuovi nodi, e così divenire attore dell’ecosistema nella validazione delle transazioni.

In una blockchain permissioned (riservata ad un certo numero di attori) gli unici a poter attivare nodi, stabilire regole, validare transazioni, certificare consensi, sono proprio gli appartenenti o attori dell’ecosistema stesso.

Obiettivi

Obiettivo di Libra, o meglio del consorzio che la gestirà, è di giungere ad una soluzione permissionless, garantendo così l’implementazione di una piattaforma di smart-contracts. Ma al momento la soluzione optata è di tipo permissioned, ciò al fine di garantire scalabilità, stabilità e sicurezza; difatti il progetto è aderente a tutte le primarie normative planetarie antiriciclaggio e anti-terrorismo.

La blockchain di Libra inoltre, essendo di tipo PoS si differenzia da quella di Bitcoin, che invece è di tipo PoW.

La Libra blockchain adotterà il BFT o approccio Byzantine Fault Tolerant protocol, che permette il funzionamento del network anche nel caso in cui oltre 1/3 del network stesso sia compromesso, consentendo un importante abbattimento della latency (velocità di risposta del sistema alle richieste).

Verrà utilizzato un nuovo linguaggio di programmazione detto Move, sia per l’aspetto transazioni sia per gli smart contracts.

La fondazione

I membri della fondazione saranno tutti tenuti a mantenere attivamente 4 riserve valutarie specifiche (Dollari americani, Sterline, Euro, Franco Svizzero) nella misura sufficiente a mantenere relativamente stabile la quotazione e/o valore di Libra, smorzandone la volatilità, che contraddistingue le attuali criptomonete.

Elemento di rilievo sarà che le riserve valutarie verranno detenute direttamente dalla Libra Foundation e NON da istituti bancari.

Fatto sta che Libra NON sarà una PEG-cryptocurrency bensì una sorta di Index- e/o basket- cryptocurrency di tipo stable!!

Potenzialmente e teoricamente, Libra sarà scambiabile come qualsiasi Index-currencies attualmente esistente (Dollar-Index; Euro-Index; ecc.) e sarà quindi altresì scambiabile, in maniera molto similare a tutti gli strumenti finanziari, sia regulars, sia OtCs, sia cryptos, e sia su borse regolamentate, sia su exchanges, mantenendo sempre la sostanziale caratteristica del forte smussamento della volatilità di breve-medio termine.

Nel White-Paper di Facebook su Libra, questa viene indicata come una blockchain based cryptocurrency, a bassa e controllata volatilità e con annessa piattaforma di smart-contracts (quest’ultima caratteristica si implementerà solo dopo la transizione da permissioned a permissionless). In buona sostanza, il progetto possiede tutte le caratteristiche principali di Bitcoin ed Ethereum, con l’eliminazione parziale della volatilità e suo relativo controllo mediante basket-Index valutario FIAT, ed inoltre con una consistente ma non totale decentralizzazione.

I pagamenti

I pagamenti transiteranno su nuovi circuiti (a blocchi) informatici e non su quelli classicamente controllati da banche e fintech. evoluti (es.: Visa, Mastercard, Japan JCB, China UnionPay, PagoBANCOMAT, Paypal, e affini).

Come detto, il progetto Libra nasce da Facebook, che però ha deciso di affidarne la gestione ad una fondazione indipendente Svizzera. Per evitare sovrapposizioni societarie, problematiche di privacy ed indipendenza gestionale e tecnica, Facebook ha dato vita a Calibra, la company che si occuperà fisicamente e finanziariamente di Libra. Calibra metterà a punto il wallet o portafoglio digitale per il funzionamento di Libra; tale wallet sarà integrato inizialmente in Messanger e What’sAPP, ma anche come APP separata e disponibile sia per gli ecosistemi iOS sia Android.

I membri fondatori e paritari, sono attualmente i seguenti:

— Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Xapo (Blockchain)

— eBay, Farfetch, Mercado Pago (e-Commerce)

— Mastercard, PayPal, PayU (Naspers), Stripe, Visa (e-Payments)

— Spotify (Musica)

— Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps, Women’s World Banking (ONG)

— Calibra (FB) (Social Fintech.)

— Facebook (Social Media)

— Iliad, Vodafone (TLC)

— Lyft, Uber (Trasporti)

— Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures (Venture Capital)

— Booking Holdings (Viaggi)

L’intenzione di Facebook e membri fondatori però è di superare i 100 co-fondatori entro il 2020 ma comunque di porre un limite al numero di fondatori e partecipanti, garantendone una certa stabilità direttiva.

I fondatori partecipanti devono investire 10 milioni di US$ nel network al fine di ottenere i Libra Tokens; ogni 10 milioni corrisponderà una possibilità di voto nel consiglio. … seguirà PARTE 02 ….

Libra: quale futuro per la criptomoneta di Facebook? ultima modifica: 2019-06-23T20:12:37+02:00 da Salvatore Vicidomini

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