L’enorme importanza delle elezioni americane per gli investitori

L’America è la nazione più importante e potente del mondo, che si sia favorevoli o meno alla politica degli States e dei loro presidenti. Di conseguenza, è lecito chiedersi quale sia l’enorme importanza delle elezioni americane per gli investitori. Soprattutto alla luce dei due uomini in campo, l’attuale presidente Donald Trump e lo sfidante democratico Joe Biden. Non crediamo di sbagliare quanto tendiamo a definire queste come le elezioni americane più importanti degli ultimi decenni, almeno dai tempi della sfida tra Carter e Reagan. Sfida che inaugurò un periodo d’oro per gli Stati Uniti, non a caso definito dell’edonismo reaganiano.

Una cosa va tenuta a mente, ed è che a seconda di chi vincerà e di chi controllerà Camera e Santo, vedremo due politiche americane molto diverse. Questo perché ci saranno politiche fiscali molto diverse, e perché ci saranno probabili enormi divergenze macroeconomiche. Enormi differenze sul piano dei tassi di interesse, delle curve dei rendimenti e delle prospettive sugli utili societari. Questo, ovviamente, perché le politiche in questi ambiti dei due candidati sono profondamente diverse, almeno tanto quanto sono diverse le loro basi elettorali.

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Gli impatti maggiori, a seconda del vincente, saranno sulla politica ambientale, sulle relazioni con la Cina e sulla politica estera in generale. Ma anche sulla regolamentazione bancaria, su quella tecnologica, sui regimi fiscali e della composizione della spesa pubblica.

L’enorme importanza delle elezioni americane per gli investitori

Sarà assolutamente importante la composizione del Congresso, in entrambe le Camere. La Camera dovrebbe rimanere ad appannaggio dei Democratici, grazie anche alla buona performance del partito dell’asinello in tempi recenti. Sulla questione paiono non esserci dubbi, perché i sondaggi danno decisamente troppa distanza tra i due schieramenti alla Camera. Diverso è il Senato, poiché statisticamente questo ramo del Congresso tende ad esprimersi come emanazione del presidente in carica. Al momenti il vantaggio, secondo il popolare sito di analisi statistiche Fivethirtyeight è tutto per Biden, 51,6% contro 42,2% per Trump. Questa cosa apre diversi scenari, tutti molto interessanti, che sono in particolar modo tre.

Il primo è il “Democratic sweep”, ossia la vittoria a tutto campo dei Democratici, che avrebbero presidente, Camera e Senato. Il secondo è la vittoria ancora di Biden, ma con un Congresso diviso ed esattamente come è adesso, con Camera ai Democratici e Senato ai Repubblicani. Il terzo è la rielezione di Trump, al momento poco probabile, ancora con Congresso diviso come al momento attuale.

I tre scenari

Il primo porterà ad un aumento delle tasse per le imprese, ma anche ad una forte spesa per infrastrutture, istruzione, tecnologie verdi e lavoro. Ma anche ad una regolamentazione più severa sull’ambiente stesso e sull’inquinamento, sulla finanza (addio deregulation) e sulla tecnologia. Infine, ad un approccio multilaterale sulla Cina e ad una maggiore collaborazione in sede OCSE sulla digital tax.

Il secondo scenario sarà interlocutorio, e non potrebbe essere differente. Sulle questioni e regolamentazioni ambientali, finanziarie e tecnologiche, e sulla politica estera, non dovremmo essere distanti dal primo scenario. Diverso sarà per tasse e spesa pubblica, dove uno stallo è praticamente garantito vista l’enorme differenza di visione dei due partiti sugli argomenti in questione. La politica fiscale, invece, potrebbe ricevere un’accelerazione di consolidamento.

Infine, il terzo scenario, che è anche il meno probabile statisticamente, porterebbe ad un percorso sicuramente incerto su praticamente tutto, almeno fino alle elezioni di midterm del 2022. Le politiche fiscali sarebbero bloccate dalla mancanza di un accordo e la regolamentazione finanziaria ed ambientale sarebbe piuttosto morbida. La politica nei confronti della Cina sarebbe a senso unico ed erratica, a seconda degli umori del presidente più iracondo e mutevole d’umore della storia USA. Ed il rapporto con gli altri partner commerciali americani storici, compresa l’UE, sarebbe altrettanto ondivago. Ecco l’enorme importanza delle elezioni americane per gli investitori

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