Legge di bilancio 2020: salvo intese. Quadro politico

La legge di bilancio 2020 è stata approvata con la formula “salvo intese”. Cosa significa, e quali conseguenze ne stanno derivando?

Si va verso una nuova, possibile crisi di governo, ad appena 45 giorni dal varo del nuovo esecutivo?

Formula salvo intese e quadro politico

Sempre più spesso un provvedimento, tra cui anche la legge finanziaria, viene approvato con la formula “salvo intese”.

Questo significa che, dopo l’approvazione di un testo da parte del governo, il medesimo potrebbe essere rivisto, sempre dall’esecutivo.

Qualcuno si domanderà, quindi, perché approvarla prima di aver raggiunto un accordo definitivo, se poi, tanto, deve forse essere rivista.

E’ un problema di scadenze.

La bozza doveva intanto essere inviata a Bruxelles, per le competenti valutazioni in sede UE, e quindi non poteva attendere ulteriori approfondimenti,

Ma, a quanto pare, questa legge, per come impostata sinora, piace a pochi.

A parte Conte e PD, che la stanno difendendo nella sua attuale versione, le critiche sono arrivate in particolare da Renzi e da Di Maio.

Entrambi hanno puntato il dito soprattutto contro un certo inasprimento della pressione fiscale, per poi puntualizzare alcuni temi differenzianti.

Renzinei confronti di quota 100, Di Maio verso gli obblighi di pagamenti tracciabili, non accompagnati da provvedimenti contro i costi bancari relativi alle carte di credito.

Si è quindi assistito a toni anche aspri, ed in verità inusuali, in particolare tra Conte e Di Maio.

Probabilmente un’affermazione in stile autogoal, quella del premier, quando ha detto che chi non è d’accordo è fuori dal governo.

Di Maio gli ha infatti prontamente ricordato che senza l’appoggio politico non va molto lontano, soprattutto se quell’appoggio riguarda il primo partito della coalizione.

Insomma, all’insegna del segare il ramo sul quale si è seduti.

Ma cerchiamo quindi di capire, oltre le problematiche politiche, e che possono impattare, ovviamente, anche sull’andamento dei mercati, quali nodi ponga tale legge ed i risvolti anche operativi che ne derivano.

Questione contanti

La limitazione dell’uso del contante, secondo i critici, serve a poco nel combattere l’evasione fiscale.

La questione è strettamente collegata ad un aspetto tecnico.

Come riescono, infatti, le competenti autorità, a scoprire eventuali violazioni della normativa?

Ovviamente, chi intende pagare in contanti oltre i limiti consentiti, lo fa lontano da occhi indiscreti, e certamente il mero passaggio non accompagnato da segni tracciabili, non può essere scoperto.

Capita però talora che una delle parti, non fidandosi, si faccia magari dare una ricevuta.

Pertanto è solo nell’ambito di eventuali perquisizioni condotte dai competenti organi, e sempre che ve ne siano i legittimi presupposti, che si potranno accertare eventuali violazioni.

Una misura quindi tutto sommato effettivamente residuale nella lotta all’evasione, o antiriciclaggio.

Peraltro non ha affrontato il nodo delle commissioni a favore delle banche, tale quindi da impattare negativamente sui piccoli esercenti, ed uno dei motivi per cui si ritiene che i piccoli operatori siano ancora una volta nel mirino della finanziaria.

Pressione fiscale e questione deficit

Diverse forze politiche di maggioranza vanno quindi evidenziando una legge di bilancio all’insegna dell’incremento della pressione fiscale e di una solo formale lotta all’evasione fiscale.

Ma uno dei nodi riguarda una questione rilevante anche in sede UE: quello delle coperture.

Per un verso, infatti, si è fatto riferimento ad ipotetici introiti che deriverebbero dalla lotta all’evasione, e al riguardo abbiamo già detto.

Per altro verso, si fa riferimento ad un ipotetico importo di circa 14/15 miliardi, in deficit, legato ad una ipotizzata flessibilità che ci verrebbe concessa in sede UE.

A quanto pare, però, le cose non sono così scontate neppure nei rapporti con le istituzioni europee, tanto che già è stato affermato che l’UE chiederà dei chiarimenti, procedura applicata quando, appunto, i conti non quadrano.

Nuovo rischio, quindi, di aumento delle aliquote IVA per far quadrare conti basati su coperture solo ipotetiche?

Nuovo rischio di una procedura d’infrazione?

Ora vedremo come si mettono le cose quando si dovrà arrivare al testo definito della legge di bilancio.

Nulla è escluso, neppure una nuova crisi di governo.

Staremo a vedere.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

 

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