Legge delega il Governo la approva ma la Lega diserta. Letta (Pd): “Uno strappo gravissimo”

Forti tensioni a Palazzo Chigi oggi al Consiglio dei ministri convocato sulla delega per la riforma fiscale. I ministri della Lega non hanno partecipato alla riunione e Matteo Salvini ha poi convocato una conferenza stampa con toni durissimi rivolti all’indirizzo del Governo. Aggiungendo che “Non è una crisi di Governo. Ma c’è un Governo che deve chiarire che non vuole aumentare le tasse. Nessuno strappo, semplicemente chiarezza”.  Il PD ha pure richiamato i suoi ministri per consultazioni e il segretario Enrico Letta ha definito l’ennesimo strappo leghista, “Un fatto gravissimo”. Ecco la cronaca di questa lunga giornata post elettorale riferita dalla Redazione Attualità di ProiezionidiBorsa.

Legge delega il Governo la approva ma la Lega diserta. Letta (Pd): “Uno strappo gravissimo”

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha discusso e approvato la legge delega fiscale. “È una legge generale che poi andrà riempita di contenuti con un ulteriore momento di confronto”, ha detto il premier Mario Draghi ai cronisti. “Si può avere la sensazione che questa sua l’ultima parola sul fisco. Ma il processo non è così semplice, prenderà molti anni”, ha detto il premier. “La progressività del sistema fiscale deve restare”, ha detto invece il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel suo faccia a faccia coi media. “La riforma è un’opportunità verso un sistema più efficiente e meno distorsivo”. I pilastri della struttura fiscale come IRPEF e IVA resteranno “ma verranno riconsiderati”. Uno degli obiettivi della delega fiscale è il “contrasto all’evasione e all’elusione. È un problema non nuovo in Italia”, ha detto il Ministro dell’Economia, spiegando che “la differenza tra gettito teorico e gettito effettivo è pari a circa 100 miliardi”.

Cosa succede sugli immobili

Legge delega il Governo la approva ma la Lega diserta. Letta (Pd): “Uno strappo gravissimo”. Ecco uno dei punti di frizione. Nella legge delega c’è una riformulazione del Catasto” ha spiegato Draghi. “Procederemo anche ad una revisione delle rendite catastali. L’impegno è che nessuno pagherà di più o di meno”. Le rendite restano invariate, non cambia l’imposizione fiscale sulle case e sui terreni” afferma. “Ora non cambiamo le tasse e per la riforma ci vorranno cinque anni”.  Il Governo si impegna però a far emergere il patrimonio fantasma. Vale a dire terreni e abitazioni che non risultano da nessuna parte.

I provvedimenti per ridurre il costo del lavoro

Il Governo intende “ridurre il cuneo fiscale sul lavoro che in Italia è relativamente elevato. Per un lavoratore di reddito medio è 5 punti superiore a quello della media europea”, ha detto Franco. “Larga parte del cuneo è imputabile all’imposta sulle persone fisiche”, ha aggiunto. Il superamento dell’IRAP sarà “in termini graduali” e seguendo due possibili linee di intervento. Assorbendolo in altre imposte o reperendo altre coperture, ha spiegato il ministro dell’Economia. Per quanto riguarda l’Iva “razionalizzeremo la struttura dell’imposta, semplificheremo la gestione e ridurremo i livelli di evasione che è stimata in oltre 30 miliardi all’anno. Il Governo avrà 18 mesi per attuare la delega fiscale emanando i decreti attuativi. Per l’attuazione delle delega fiscale si potranno utilizzare “2 miliardi nel 2022” e “1 miliardo” nel 2023.

Lo ‘strappo’ della Lega

Forti dubbi sulle intenzioni sono stati espressi dagli esponenti leghisti che hanno lasciato il Consiglio dei Ministri. Sul metodo di consultazione (“abbiamo avuto solo mezz’ora per esaminare i documenti”), sulle coperture e sulla questione del metodo.  Oltre all’osteggiata riforma del Catasto, i dubbi riguardano la riforma dell’intero sistema fiscale, comprendendo anche l’IRPEF, l’IRES, il “superamento” dell’IRAP, una rivoluzione dell’IvVA. “Stare al Governo non significa avallare tutte le scelte del Governo. Non abbiamo firmato la legge delega fiscale, perché non conteneva quanto previsto dall’accordo”.

Consigliati per te