Le trimestrali americane confermeranno la forte ripresa dei mercati degli ultimi mesi?

Crisi politica finita. In Italia ma anche negli USA. Infatti da noi il Premier ha ottenuto la maggioranza e, dall’altra parte dell’oceano, Joe Biden ha giurato entrando anche alla Casa Bianca. Eppure oggi non si può fare a meno di notare un calo, forte, per tutte le Borse. Perché oggi i mercati scendono? In una parola la risposta: Covid. Riassumendo, ma anche semplificando forse eccessivamente. Infatti sembra siano in arrivo nuove restrizioni persino in quella Cina che si vantava di essere uscita vittoriosa dall’emergenza.

I primi numeri da Wall Street

Il tutto mentre negli USA i mercati, ormai da settimane, viaggiavano sui massimi. Aiutati, in queste ultime sedute, dalla pubblicazione dei dati su utili e guadagni degli ultimi tre mesi. Ma le trimestrali americane confermeranno la forte ripresa dei mercati degli ultimi mesi? Una domanda non da poco visto che, come detto sopra, la situazione è in una fase critica. Intanto, per il momento, sappiamo che Netflix (NASDAQ:NFLX) ha presentato una trimestrale da record. Risultato che segue quello dei giorni scorsi, registrato sul fronte delle banche e della finanza. I grandi nomi del credito, infatti, hanno confermato una salute ottimale. Il tutto riesce ad essere ulteriormente rafforzato, a livello economico e fiscale, dalla presenza delle banche centrali.

“HYCM”/
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Le trimestrali americane confermeranno la forte ripresa dei mercati degli ultimi mesi?

La stessa Janet Yellen, attualmente al Tesoro, ha confermato la volontà di mantenere un approccio estremamente accomodante, lo stesso ha fatto il numero uno della BCE Christine Lagarde non più tardi di 24 ore fa. Cosa significa questo? Che chiunque si chieda se le trimestrali americane confermeranno la forte ripresa dei mercati degli ultimi mesi dovrà tenere conto anche di altri fattori esogeni. Per esempio che il 2020 ha visto dei risultati storicamente negativi: riprendersi da meno di 0 non è impresa impossibile.

La sola certezza

In altre parole, ci vuole poco per riuscire a fare meglio dei precedenti disastri. Ma quel poco potrebbe anche essere il primo segno di una stabilizzazione prima e, si spera, di una ripresa, poi. In questo tripudio di condizionali, dato l’alto numero di incognite che grava sul futuro, una certezza esiste. Per quanto banale. Se di ripresa si potrà parlare, questa sarà solo frutto di un mosaico di azioni, tutte coordinate tra loro e messe in atto dalla politica, dalle banche centrali e, visto il fattore Covid, anche dalle autorità sanitarie.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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