Le società quotate e i titoli azionari a Piazza Affari che cambiano strategie ed obiettivi per i prossimi mesi

L’emergenza da Covid-19 ha scombussolato il quadro di riferimento economico italiano (e non solo) ed anche i piani aziendali delle blue chip di Piazza Affari. L’evolversi della situazione chiede infatti un continuo adeguamento dei piani aziendali (in gergo: le strategie aziendali) al contingente. Agli inizi è stata la volta dello stop a produzione e dividendi, ma coi giorni le decisioni si allargano. È di questi giorni che le società quotate e i titoli azionari a Piazza Affari che cambiano strategie ed obiettivi per i prossimi mesi preferiscono ritirare la “guidance”  sui risultati di quest’anno. Perché la ritirano e quanto è effettivamente importante questa “guidance”?

Cos’è la guidance e perché è importante conoscerla?

Semplificando al massimo, per essa s’intende quell’insieme di comunicazioni e previsioni che l’azienda fa al mercato in merito ai suoi obiettivi futuri. Essendo una società quotata, che raccoglie i soldi di terzi sul mercato, è tenuta a rendere pubblica – almeno in parte – i suoi obiettivi strategici a 3-6-12 mesi circa. E di rispondere agli investitori in merito alla domanda: “quali strategie di gestione ordinaria e (soprattutto) straordinaria hai in mente di portare avanti”? Ecco dunque che in essa il board di comando comunica gli obiettivi che si prefigge su fatturati, vendite, acquisizioni, fusioni, cessioni di rami aziendali. Ma anche l’ingresso al mercato di nuovi prodotti e/o servizi, o la partnership con soggetti terzi, o l’approdo a segmenti collegati a valle e/o a monte della produzione. O di approdare a nuovi mercati geografici o di natura merceologica-settoriale. Insomma, dalla guidance dipende in definitiva e in prospettiva il prezzo futuro delle azioni.

Le società che l’hanno ritirata o stanno per farlo

Ora, dopo circa due mesi di Covid-19 il mercato è letteralmente stravolto. In Italia e non solo la situazione non ha nulla in comune con quanto i cda si aspettavano di vivere per l’esercizio in corso. Quindi si son chiesti (giustamente) perché e soprattutto sulla base di quali dati concreti andare a fare stime e previsioni per il prosieguo dei mesi a venire? Ecco allora che le società quotate e i titoli azionari a Piazza Affari che cambiano strategie ed obiettivi per i prossimi mesi. Tra i primi che le avevano ritirate erano stati i cda di Campari, Safilo, Cnh Industrial, EssilorLuxottica. Nelle ultime ore si sono aggiunti anche i board di Saipem e Nexi. Non abbiamo la sfera di cristallo, ma a questo punto non sarebbe da escludere a priori che la misura venga imitata a stretto giro anche dalle altre major di Piazza Affari.

Chi ha scelto di non comunicare i dati

Sempre nel solco di evitare per adesso di dare dati e prospettive future al mercato (“guidance”), altre aziende quotate preferiscono non indicare obiettivi per il 202°. È il caso di Cairo Communcations, Ovs, Autogrill, Buzzi Unicem, Banco Bpm, Avio e Sciuker Frames. La maggior parte dei gruppi adesso è presa coi piani di riduzione dei costi fissi (si pensi agli affitti per tutte quelle aziende che occupano enormi suoli) oltre a rimodulare (riducendoli o rinviandoli) anche quelli variabili. È il caso delle spese in pubblicità, marketing, costo del lavoro. E soprattutto rinviando o cancellando del tutto i piani d’investimento, almeno fino a quando la situazione non sarà più chiara.

Le società quotate e i titoli azionari a Piazza Affari che cambiano strategie ed obiettivi per i prossimi mesi

La ratio di tutto ciò è chiara: sulla base di quali scenari formulare ipotesi di una certa attendibilità per i mesi a venire?  In sostanza avrà molto più senso attendere un altro paio di mesi per (si spera) cercare di formulare ipotesi con un minimo di attendibilità e poi comunicarle al mercato.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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