Le sentenze dicono che comportarsi bene fa cancellare i debiti

Da tempo la Legge si accorge che spesso hanno forti debiti anche le persone oneste che fino a ieri hanno sempre pagato tutto ciò che dovevano. Purtroppo la crisi economica mette in ginocchio molti seri commercianti e le relative famiglie. Ma oggi le sentenze dicono che comportarsi bene fa cancellare i debiti. Non è uno scherzo. È la conseguenza di leggi come quella sulla morosità incolpevole. Oppure la nuova legge sul sovraindebitamento.

La Legge offre vie di uscita

Proprio questa legge vuole aiutare quei debitori che avevano ottenuto il prestito senza colpa. Cioè senza un atteggiamento con cui avessero voluto occultare i propri problemi di liquidità. L’impossibilità di restituire quanto ricevuto è quindi stata del tutto incolpevole.

Questa legge disciplina il procedimento di esdebitazione, una sorta di cancellazione dei debiti. Il procedimento avviene ovviamente in Tribunale ed il Giudice deve valutare anche la meritevolezza del debitore. In cosa consiste esattamente la meritevolezza del debitore?

Le sentenze dicono che comportarsi bene fa cancellare i debiti

La meritevolezza del debitore

Il Tribunale di Benevento nella sentenza 229 del 2021 descrive la meritevolezza in questo modo. Il debitore non deve aver assunto i debiti che oggi non riesce a pagare con dolo o colpa grave. Cioè quando ha assunto quei debiti non doveva già sapere che non era in grado di pagarli. Non deve esserci stata da parte sua alcuna volontà di frodare i creditori. Chiunque si trovi in queste condizioni può legittimamente chiedere l’esdebitazione. Se emerge una sorta di buona condotta del debitore il Giudice potrà omologare quel piano di rientro che taglia i debiti del debitore in misura consistente.

Il debitore meritevole può farsi cancellare il pignoramento

È successo al Tribunale di Verona nella recentissima sentenza del 5 febbraio 2021. La meritevolezza e quindi l’onestà del debitore sono fattori estremamente importanti. Infatti in questo caso il Giudice ha annullato il pignoramento di un quinto dello stipendio disposto a carico di un debitore. La motivazione è stata proprio la buona condotta, sempre onesta e non fraudolenta, del debitore stesso.

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