Le scelte non convenzionali sono sempre le vincenti, ma perché in Italia non si fanno mai?

Le scelte non convenzionali sono sempre le vincenti, ma perché in Italia non si fanno mai? Quando vi presentano un problema, voi come lo affrontate? Dite la verità, prendete la questione di petto, vero? Cioè lo fate a rigor di logica. Analizzate il problema e cercate di trovare la soluzione più ovvia a quel che vi si è presentato da risolvere. Qualunque cosa essa sia. Ecco, sappiate che quello che state facendo, per quanto canonicamente normale, non sempre è la scelta giusta. Anzi, tutt’altro. Perché voi state compiendo scelte convenzionali. State ragionando, appunto, secondo una logica detta sequenziale. Invece, fare scelte non convenzionali spesso paga parecchio di più che compiere quelle che parrebbero scelte scontate. Non ci credete? Ve lo faremo capire con due esempi. Uno storico ed uno contemporaneo.

Quello storico riguarda una delle più famose battaglie della storia. Quella di Azincourt. Dove gli arcieri inglesi e gallesi distrussero la cavalleria pesante francese. Dove 9.000 uomini ne sconfissero 50.000. Trasformando quella che sembrava una sconfitta certa in una vittoria gloriosa. Ancora ricordata come la vittoria del giorno di San Crispino in Inghilterra. E cosa c’entra questo con le scelte non convenzionali? C’entra, perché il sovrano inglese, Enrico V, compì in quella battaglia proprio una scelta non convenzionale. Visto che il terreno era molto fangoso e che non avrebbe favorito la cavalleria pesante, scelse di ridurla al minimo. E di trasformarla in fanteria. Combattendo in prima fila al fianco dei propri uomini. Ed affidandosi alla comprovata maestria degli arcieri, con i loro famosi archi lunghi. Fu un capolavoro tattico. Reso ancor più evidente dalle disastrose scelte francesi.

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Le scelte non convenzionali sono sempre le vincenti, ma perché in Italia non si fanno mai?

L’altro esempio riguarda un periodo molto più vicino a noi. E due personaggi ben noti della nostra epoca. Bill Gates e Steve Jobs. Forse non tutti sanno che il primo è stato l’acquirente di un robusto pacchetto azionario Apple nel passato. Accadde quando l’Antitrust americana stava per costringere Microsoft a vendere il suo business del browser, Explorer. Che l’azienda forniva gratuitamente con il sistema Windows. E che aveva ucciso la concorrenza. Visto che Microsoft dominava il mercato dei PC, l’Antitrust stava per muoversi e dividerla in più entità. Gates agì prima e d’astuzia. Comprò un consistente pacchetto di azioni Apple. E, soprattutto, richiamò Steve Jobs alla guida. La visionaria guida di Jobs, che aveva avuto libertà creativa, partorì l’iMac. E le vendite di Apple decollarono. Quel tanto che bastava per far cambiare idea all’Antitrust.

Si tratta di due esempi di scelte non convenzionali. Di pensiero laterale, come si chiama in psicologia. Di analisi dei problemi da più punti di vista. Attraverso più sfaccettature. Per cercare la soluzione ad un problema attraverso punti di vista alternativi.

Nel titolo ci chiediamo come mai questo non accada. Soprattutto in una nazione nota per essere inventiva e creativa come l’Italia. La risposta è certamente difficile. E sicuramente complessa. Non descrivibile in poche parole. Ci limitiamo a dire una cosa. Probabilmente l’insieme di interessi e di potere che sta alla base della società creata dal dopoguerra ad oggi ha paralizzato l’anima creativa della nazione. Creando un sottobosco di malaffare e corruzione che tarpa le ali ad ogni livello. Condannandoci al destino periferico che stiamo vivendo, in Europa e nel mondo.

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