Le scadenze tecniche impauriscono i mercati e mettono in allarme gli investitori

Il terzo venerdì dell’ultimo mese di ogni trimestre c’è una scadenza che mette in ansia gli operatori sui mercati finanziari. Il terzo venerdì di marzo, giugno, settembre e dicembre, è il cosiddetto giorno delle tre streghe. Ma cos’è esattamente e perché  le scadenze tecniche impauriscono i mercati e mettono in allarme gli investitori?

La scadenza che mette paura agli investitori

Nel terzo venerdì del terzo mese del trimestre dell’anno arriva la scadenza delle 3 streghe. In quella occasione scadono simultaneamente i contratti future sugli indici azionari, le opzioni sugli indici azionari e le opzioni sui titoli azionari. Senza entrare in tecnicismi, ci limitiamo a dire che è un giorno di particolare volatilità sui mercati azionari. E’ per questo che è una occasione molto temuta dagli operatori.

Ecco perché oggi le Borse in Europa hanno marcato il passo, muovendosi molto debolmente. Hanno segnato tutte un calo anche se limitato. Sui listini oggi sono mancati gli acquisti e le poche vendite hanno fatto flettere gli indici azionari. L’Ftse Mib (INDEX-MIB) di Piazza Affari ha ceduto lo 0,5% a 19.485 punti.

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In realtà non sono stati i timori della scadenza simultanea di opzioni e future a tenere lontani gli investitori. Altre 3 streghe e ben più pericolose hanno messo in allarme i mercati.

Le scadenze tecniche impauriscono i mercati e mettono in allarme gli investitori

Sono state ben altre streghe quelle che hanno messo in allarme gli operatori e ben più pericolose. Le tre streghe sono disoccupazione, deflazione e recessione. I dati macroeconomici che si susseguono di settimana in settimana iniziano a delineare un quadro recessivo peggiore delle peggiori previsioni. In USA i sussidi alla disoccupazione continuano a calare ma a un ritmo molto più lento del previsto. E il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato un nuovo allarme. Le previsioni di crescita mondiale sono peggiori del previsto. Il mondo va incontro a una recessione peggiore di quella degli anni ‘30 del secolo scorso.

I mercati hanno paura di questo. Hanno paura che la ripresa dell’economia mondiale sia più lenta del previsto. Hanno paura che la crescita impieghi molto più tempo a riassorbire la disoccupazione provocata dal blocco della pandemia. E hanno paura che la deflazione spinga ad un calo globale dei consumi.

Si prospetta un periodo di recessione peggiore e più lungo del previsto. Mentre i prezzi a Wall Street sono sui massimi storici. E se i mercati finanziari avessero sbagliato?

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