Le regole d’oro per il consumo di sushi

Dal sapore irresistibile per i suoi consumatori abituali, il sushi è diventato uno degli alimenti più consumati dell’ultimo decennio.
Proveniente dalla tradizione gastronomica orientale, non se ne conoscono con certezza le origini. Pare sia nato in Cina e che poi sia stato trasformato nella versione più attuale in Giappone. Esso incorpora molte influenze straniere ed ha subito delle fortissime evoluzioni con il passare dei secoli.

Ma è solo nel 1800 secolo a Tokyo, che il sushi diventa un popolarissimo “street food”, così come lo conosciamo noi oggi.

È un cibo a base di riso cotto trattato con aceto di riso e zucchero, sulla cui cima è aggiunto un pezzetto di pesce (crudo o cotto), uova di pesce o vegetali, ma in alcune varianti anche carni.

Le regole d’oro per il consumo di sushi

Qualche piccolo accorgimento sul come gustare questa fantastica pietanza.

Il sushi può essere consumato sia con le bacchette che con le mani, in genere non si aggiunge wasabi se non è lo chef ad includerlo nella preparazione.

Lo zenzero si consuma a piccole dosi, tra una varietà di sushi e l’altra e serve per “pulire” la bocca dal gusto precedente, per poi riuscire ad apprezzare meglio il secondo.

Esso è degustato partendo dai sapori più delicati e finendo con quelli più intensi. Si intinge nella salsa di soia dalla parte del pesce e non del riso.

Al termine del pasto le bacchette si appoggiano sul piattino della salsa di soia.
Queste sono le regole d’oro per il consumo di sushi secondo tradizione.

Curiosità

La parola sushi significa “aspro” ed in origine, il sushi era molto diverso. Il riso era utilizzato come “contenitore” per conservare il pesce, che dopo essere pulito e salato si ricopriva completamente con riso. L’acidità prodotta dal riso in fermentazione fungeva da conservante. Successivamente siccome questa procedura era troppo lunga, si iniziò a miscelare il riso cotto con l’aceto di riso.

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