Le ragioni per non investire nell’oro

Le ragioni per non investire nell’oro. Con la reputazione di essere un porto sicuro nei momenti di incertezza, l’oro tende a crescere nei momenti in cui gli altri asset sono in calo. Il prezzo del metallo prezioso è salito del 34% nel corso dell’anno. Fino al 5 agosto. Gli investitori hanno versato fino ad oggi più di 10 miliardi di dollari di nuovo denaro in ETF su questa commodity.

Le persone hanno una risposta emotiva profondamente radicata al metallo giallo. Lo si può vedere nel modo in cui ci riferiamo ad esso nel linguaggio quotidiano. Pensiamo che l’oro sia sicuro. E che sia la cosa migliore da avere. E questo influisce su come la gente lo vede anche in termini di investimento. Eppure, nonostante il suo fascino e la sua popolarità, molti esperti dicono che detenere oro non sia una mossa d’investimento sensata. Soprattutto dopo la sua recente ascesa. Ecco quindi le ragioni per non investire nell’oro.

Le ragioni per non investire nell’oro. Non è un rifugio sicuro

Un porto sicuro è un bene che conserva il suo valore, o aumenta di valore, anche in tempi di incertezza. L’oro corrisponde a questa definizione? No. Perché, mentre l’oro è acquistato durante i periodi di crisi, tende a perdere quei guadagni durante i periodi di crescita. Le cadute dell’oro sono sempre esagerate. Non è così che si comporta un porto sicuro. Qualcuno potrebbe dire, invece, che un porto sicuro protegge il denaro dagli effetti erosivi dell’inflazione. Ma anche questo non è vero per l’oro. L’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa ha calcolato che, tenendo conto dell’inflazione, il prezzo del metallo giallo è crollato dell’83% tra il 1980 e il 2001. E se la protezione dall’inflazione è una delle ragioni principali per scegliere l’oro, allora questo non è chiaramente il momento di investire. Attualmente la deflazione è un rischio maggiore dell’inflazione dilagante.

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E’ guidato dalla speculazione

Anche se i prezzi delle azioni possono oscillare per vari motivi, come panico, euforia, moda, alla fine sono i fondamentali a vincere. Nel lungo periodo, il successo di un’azienda sarà determinato da fattori fondamentali. Come i profitti, il rendimento del capitale investito e il modo in cui tratta gli azionisti. Lo stesso non si può dire dell’oro. Perché non paga dividendi. Né produce profitti o perdite. Il suo prezzo è determinato solo dal sentimento degli investitori. Se è richiesto, il prezzo sale. Se non lo è, scende. Uno sguardo alla performance del mercato azionario statunitense rispetto all’oro dal 1916 suggerisce chi crei realmente valore. Da allora il DJIA ha fatto + 44.794%. L’oro +8.864%.

Non è una valuta

La ragione principale per cui molte persone investono è per ottenere un reddito. Le azioni che pagano dividendi e i rendimenti obbligazionari affidabili producono dei rendimenti. Che possono essere reinvestiti. O magari prelevati per utilizzarli. L’oro, con ogni evidenza, non distribuisce nessun reddito. Alcuni sostengono, invece, che il metallo prezioso sia un deposito sicuro e fisico di valore da utilizzare quando il gioco si fa duro. Ma ci sono problemi anche con questo argomento. L’idea che esso venga scambiato e utilizzato al posto delle valute tradizionali si basa su uno scenario quasi apocalittico. Se crediamo davvero che un’apocalisse sia probabile, è inutile avere un metallo prezioso. Che non varrà niente. Si dovrebbe coltivare il cibo, investire in qualche animale che produca latte, e vivere vicino a una fonte d’acqua affidabile e remota.

Quali alternative all’oro?

Un mix ben diversificato di investimenti. Titoli di Stato di alta qualità innanzitutto. Hanno fatto un ottimo lavoro nel proteggere gli investitori dal crollo dei mercati azionari. Se proprio si volesse investire in oro, meglio considerare le azioni delle società di estrazione invece del metallo stesso. E poi ci sono i settori ciclici. Che tendono a fare bene quando l’inflazione aumenta, come le banche e l’energia. Senza dimenticarsi le infrastrutture.

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