Le prove che i mercati stanno credendo nella ripresa

Le varianti del Covid continuano a tenere banco. Ma ad osservare bene la situazione è possibile individuare le prove che i mercati stanno credendo nella ripresa. Che si tratti di una crescita della Germania con un incoraggiante risultato dell’indice ZEW di febbraio oppure di un rialzo del petrolio che continua, gli elementi ci sono. Intanto, però, le Borse si stanno mantenendo caute. Come, in effetti, è giusto che sia visto il panorama generale.

Il Ftse Mib

La prima osservazione da fare è proprio quella sul Ftse Mib. Alle 14.20 l’indice tricolore perdeva lo 0,35%. In compenso, però, si registrava un boom di richieste sui Btp a 10 e 30 anni. Tra le prove che i mercati stanno credendo nella ripresa questa è senza dubbio la più esplicita. Infatti l’effetto Draghi che ha portato un rally su Piazza Affari nei prossimi giorni, si sta ora trasferendo sul fronte della fiducia. in particolare su quei 130 miliardi di ordini per titoli di stato tricolore a 10 e 30 anni (con scadenze rispettivamente a  01/08/2031 e 15/05/2051).

Rimanendo a Piazza Affari può essere utile una panoramica sui Buy suggeriti dagli analisti. Da Mediobanca, ad esempio, offrono un giudizio outperform su Alkemy (8 euro), HERA (4 euro), Poste Italiane (MIL:PST) (11,20 euro), Prysmian (32,50 euro).

Volendo cercare altri indizi, a fronte di mercati pigri, impossibile non citare il petrolio. Il Brent segnava, non più tardi delle 14.30, un barile oltre i 63 dollari mentre il Wti superava i 59,6.

L’indice ZEW

C’è poi il capitolo Germania. Il suo indice ZEW di febbraio, ovvero l’indice che misura la fiducia delle imprese, ha festeggiato con un risultato pari a 71,2 punti, in netto rialzo rispetto ai precedenti 61,8 di gennaio.

Guardando al di là dell’oceano, invece, Wall Street appare più spumeggiante anche in virtù di un Bitcoin che ha finalmente superato quota 50mila. Intanto i maggiori indici a stelle e strisce registrano, alle 14.45 (ora italiana) futures che per tutti e tre orbitano intorno a +0,5%.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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