Le professioni più richieste. Oltre 1 milione di posti disponibili

Le professioni più richieste nel primo trimestre 2020 riguardano i giovani laureati in STEM, acronimo diffusosi all’indomani di una conferenza della National Science Foundation statunitense. Il termine STEM, che ha sostituito il precedente acronimo SMET, indica le discipline scientifico-tecnologiche finalizzate all’innovazione e alla prosperità. L’importanza ascritta a materie quali scienza, tecnologia, ingegneria e matematica e ai relativi corsi di studio va interpretata alla luce della new economy. La formazione offerta dai percorsi di specializzazione inerenti agli insegnamenti STEM offre agli studenti universitari gli strumenti per intervenire nell’attuale sistema economico con strategie innovative.

In Italia i laureati STEM

In Italia gli studenti universitari che abbiano conseguito il titolo accademico nelle discipline STEM rappresentano un gruppo sparuto: l’1,4% dei giovani. Preponderante fra gli studenti di età compresa fra i 20 e i 29 anni la quota di maschi rispetto alle femmine. Si tratta di cifre irrisorie soprattutto se paragonate a quelle degli studenti tedeschi che si attestano sul 3,6% o a quelli inglesi pari a 3,8%.

Le professioni più richieste. Oltre 1,1 milioni di assunzioni

All’orizzonte oltre 1,1 milioni di opportunità lavorative nel campo delle scienze informatiche, fisiche, chimiche e nelle discipline STEM. Si ricercano altresì tecnici, diplomati, Its e diplomati in Amministrazione, finanza e marketing. Da Nord a Sud le imprese italiane faticano a reclutare personale per i profili richiesti e molti ruoli professionali saranno destinati a rimanere vacanti. I numeri descrivono una situazione allarmante: a fronte di un’offerta lavorativa imponente, oltre il 30% di posti soffrirà la mancanza di candidati.

I dati di Unioncamere-Excelsior

I dati forniti da Unioncamere-Excelsior lasciano intuire che in vetta ai profili più richiesti ci sono data scientisti, data analyst e ingegneri esperti in digitalizzazione. Parimenti ricercati anche chimici, operai specializzati, modellisti di indumenti e specialisti nella lavorazione di beni alimentari. Maurizio Del Conte, Presidente di Afol, l’Agenzia per la formazione, l’orientamento e il lavoro ha reso noto quanto riscontrato a Milano. Nel capoluogo lombardo si è registrata notevole difficoltà nel reclutare tecnici con specifiche competenze: su 100 disoccupati 83 vacancies sono rimaste vuote per mancanza di addetti. Dato allarmante se si considera che nel prossimo triennio le aziende italiane più all’avanguardia hanno già avanzato la necessità di 250mila professionisti.

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