Le previsioni di Bankitalia sul lavoro

Le previsioni di Bankitalia sul lavoro. Quali sono le previsioni per il lavoro in Italia? Dopo le previsioni per l’economia italiana, che trovate in questo articolo, Bankitalia ci dice anche come andrà il lavoro nel futuro prossimo venturo. E in pochi minuti lo saprete anche voi, continuando a leggere.

In conseguenza dell’emergenza sanitaria, le ore lavorate si sono contratte nel primo trimestre. Anche gli occupati sono diminuiti, ma in misura sensibilmente inferiore, grazie all’amplissimo utilizzo degli ammortizzatori sociali. Alla fine di maggio sono emersi alcuni segnali di attenuazione della caduta. A causa dell’emergenza sanitaria, nella media del primo trimestre si sono marcatamente ridotte le ore lavorate per addetto. Al contempo, è aumentato in misura eccezionale il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG). Questa misura è stata significativamente rafforzata dalle disposizioni di due decreti legge. Nei tre mesi che vanno da marzo a maggio le ore autorizzate per l’integrazione salariale sono aumentate del +2653,94%. Un’enormità.

L’ampio utilizzo della CIG, abbinato al blocco dei licenziamenti, ha mitigato l’impatto della crisi sul numero di occupati. I dati forniti dall’ANPAL segnalano che dal 23 febbraio alla fine di aprile sono state rilevate circa 500.000 posizioni lavorative in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Questo prevalentemente per la mancata attivazione di nuovi contratti a tempo determinato. In maggio, con la progressiva riapertura delle attività produttive, tale divario ha smesso di ampliarsi. Anche i dati ISTAT confermano un’attenuazione del calo dell’occupazione. -0,4% in maggio rispetto al -1,3% rilevato in aprile. Le prime evidenze relative a giugno indicano il consolidamento di tale tendenza. Ma quali sono le previsioni di Bankitalia sul lavoro?

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Le previsioni di Bankitalia sul lavoro

L’occupazione diminuirà quest’anno di quasi il 12% in termini di ore lavorate, per poi recuperare circa tre quarti della caduta nel prossimo biennio. Il numero degli occupati si ridurrebbe in misura molto meno accentuata, del 4,5% nel 2020, grazie all’esteso ricorso alla CIG. Si valuta che questo sia stato particolarmente intenso nel secondo trimestre dell’anno, coinvolgendo circa 3 milioni di unità, valore particolarmente elevato nel confronto storico. Il ricorso alla CIG dovrebbe risultare più moderato nell’ultimo trimestre dell’anno. Quindi riportarsi in linea con quanto osservato prima della pandemia.

Il tasso di disoccupazione è sceso nella prima metà dell’anno su livelli inferiori a quelli del 2019. Questo per via della minore partecipazione al mercato del lavoro, dovuta soprattutto alle limitazioni poste alla mobilità e alle attività produttive in alcuni settori. Le attività di ricerca di lavoro potrebbero tornare a intensificarsi nella seconda parte del 2020. In un contesto di persistente debolezza della domanda di lavoro, questo andamento comporterebbe una risalita del tasso di disoccupazione. In media d’anno sarebbe prossimo all’11% nel 2020. La disoccupazione continuerebbe a salire nel prossimo biennio, collocandosi intorno al 12%.

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