Le previsioni per il 2018 dell’Indice Shangai Composite

Non poteva mancare, all’appello delle analisi prospettiche per il 2018, un riferimento all’importante contesto cinese.

Fondamentale in ambito strategico internazionale, anche per il ruolo assunto come potenza atomica, e per le implicazioni nella situazione nord coreana, la Cina sta attraversando una fase economica incerta.

La curva dei rendimenti è appiattita, a dimostrazione di una proiezione altrettanto stagnante in ambito economico, soprattutto se confrontata con quella di un anno fa.

E, come spesso succede, l’indice azionario altro non fa che replicare la dinamica della curva dei rendimenti.

Possiamo considerare particolarmente rappresentativo del comparto azionario cinese l’indice Shangai composite, che risulta caratterizzato da un ciclo di lungo di circa 4,6 anni.

Il ciclo in corso è contraddistinto da un vincolo negativo, che dovrebbe continuare sino alla formazione di un bottom pluriennale attorno a febbraio 2018.

Tuttavia l’attuale fase ciclica, quarto sottociclo del ciclo di 4,6 anni, potrebbe dar luogo ad una troncatura rialzista, ed in tal caso la ripartenza di tale ciclo verrebbe anticipata a maggio 2017.

Possiamo dire che l’indice si trova ad un bivio tra ripresa rialzista di lungo e completamento di un trend ribassista.

I setup temporali principali, entro cui l’indice dovrebbe assumere una decisione defitiva, sono i seguenti:

a febbraio-marzo 2018 scade sia il ciclo pluriennale di 4,6 anni, che un setup legato alle evolventi sinusoidali.

Teoricamente, da questo periodo entriamo nel primo sottociclo di un nuovo ciclo di 4,6 anni, entro il quale troviamo due fondamentali setup: ottobre 2018 e quindi aprile 2019, dove scade sia un setup delle evolventi sinusoidali, sia il ciclo di 1,16 anni, e primo sottociclo del ciclo di 4,6 anni.

Quali segnali indicheranno la via intrapresa dall’indice?

E’ agevole applicare la tecnica di lungo termine PLT.

In tal senso, sarà rilevante la chiusura del mese di marzo, sopra 3449 o sotto i minimi di dicembre.

Nel primo caso avremmo un segnale di alert di possibile inversione rialzista di lungo, con un ulteriore filtro-resistenza, che verrà calcolato da PLT in caso di superamento di 3449, con rottura di tale filtro da confermare in una chiusura mensile successiva, ed in tal caso avremmo definitivo segnale di inversione rialzista.

Nel caso, invece, di una rottura dei minimi di dicembre 2017, in chiusura di marzo, interverrebbe alert ribassista di lungo, con indicazione di ulteriore livello supportivo.

Sia in questo caso, che nel caso il trend dovesse continuare ricompreso entro tali due estremi, dovremmo attendere il bottom del ciclo di 4,6 anni entro aprile 2019.

Considerando la dinamica della curva dei rendimenti, al momento l’ipotesi più probabile è una prosecuzione del trend di lungo in una configurazione di trading range, tra gli estremi sopra indicati, o la formazione di nuovi minimi sino al successivo bottom pluriennale.

Anche alcuni eventi geopolitici potrebbero fortemente impattare sulle sorti dell’indice, a partire da possibili sviluppi della situazione nord coreana.

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Secondo me con i metodi di Gian Piero Turletti si può avere sia una visione anticipata di quello che poi capiterà sui mercati, sia segnali trend following, di conferma, desunti dai metodi stessi.
Cimatti Mario Marco

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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