Le Partite IVA aperte dopo questa data non potranno ottenere i contributi a fondo perduto

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Secondo quanto ha indicato il decreto Ristori e Ristori-bis, saranno diversi i titolari di Partita IVA che potranno accedere ai contributi a fondo perduto. Tuttavia, esistono delle limitazioni che riguardano non solo il codice ATECO, ma anche la data di apertura della Partita IVA. Insieme ai Tecnici di ProiezionidiBorsa vedremo perché le Partite IVA aperte dopo questa data non potranno ottenere i contributi a fondo perduto dal Governo.

Quali attività si escludono in base alla data di apertura

L’individuazione delle attività beneficiarie dei contributi, come abbiamo più volte segnalato sulle nostre pagine, avviene per mezzo dell’individuazione del codice ATECO. Chiunque non sapesse come recuperare il proprio codice e capire se può ottenere il contributo dello Stato, può recuperarlo seguendo la procedura presente qui. Nell’approfondimento odierno, vogliamo spiegare ai Lettori quali saranno le condizioni che limiteranno l’acceso ai fondi in base alla data di apertura dell’attività. In base ai requisiti che si rispetteranno nella distribuzione dei fondi, uno di questi riguarda la data di apertura della Partita IVA. Infatti, come riporta il D.L. n. 149/2020, i fondi saranno stanziabili a quelle attività la cui data di apertura non supera il 25 ottobre 2020. Le Partite IVA aperte dopo questa data non potranno ottenere i contributi a fondo perduto.

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Chi dovrà presentare istanza e chi no

Le attività che nel 2021 riceveranno direttamente i fondi in base agli specifici requisiti che prevede la normativa. L’Agenzia delle Entrate provvederà a distribuire le risorse in maniera automatica a coloro che hanno già presentato l’istanza secondo l’ex art. 25 del D.L. 34/2020. Chi, invece, non ha provveduto ad inoltrare la richiesta, potrà farlo entro i limiti ed i termini che sono previsti. Un altro aspetto interessante riguarda la dicitura che concerne l’attività prevalente. In questo caso, si dovrà far riferimento all’Allegato 2 secondo quanto ha individuato l’art. 3 del DPCM 3 novembre 2020.

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